Così Ocikur Ramahan, il 42enne cittadino bengalese prima fermato e poi scarcerato dopo aver molestato una 13enne dentro un minimarket di Torino, si difende dalle accuse di violenza sessuale aggravata in un messaggio mostrato, nella puntata del 7 settembre, di “Quarta Repubblica”. Queste parole di Ocikur Ramahan, sono un’offesa intenzionale.
Prima mette le mani su una donna, poco dopo fa lo stesso con una bambina di tredici anni. Un adulto che tocca una minore e poi, dopo essere stato fermato e scarcerato, ha il coraggio di dichiararsi innocente non sta solo mentendo: sta sputando sulla vittima, sulla sua famiglia. Un uomo che ripete lo stesso gesto predatorio a distanza di poco tempo non “sbaglia”: sceglie. Sceglie di toccare, sceglie di violare, e sceglie di sputare in faccia a chiunque ancora creda che esista un confine tra un adulto e una minore.

Per Ocikur Ramahan non c’è scusa, non c’è malinteso, non c’è “cultura”. C’è solo un predatore che, dopo aver colpito due volte, alza la voce per dire che non ha fatto niente di male!
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