Caso Garlasco, l’omicidio di Chiara Poggi del 13 agosto 2007, Andrea Sempio resta l’unico indagato nella nuova inchiesta della Procura di Pavia. Una delle ultime mosse dell’accusa ha riguardato la consulenza psichiatrica (o personologica) affidata al professor Roberto Catanesi, psichiatra forense. L’obiettivo era valutare la capacità di intendere e di volere al momento dei fatti, eventuali patologie rilevanti per l’imputabilità e la pericolosità sociale, anche alla luce di scritti e documenti sequestrati.

Sempio rifiuta

Sempio, di concerto con i legali Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ha rifiutato di sottoporsi all’incontro diretto con il consulente della Procura. La decisione è stata formalizzata dopo la richiesta ufficiale di Catanesi di incontrarlo di persona per completare la relazione. Le ragioni della difesa sono chiare e coerenti con la linea tenuta fin dall’inizio. Innanzitutto, si tratta di una consulenza di parte della Procura, non di una perizia disposta dal giudice in contraddittorio tra le parti. I legali ritengono che un accertamento di questo tipo abbia senso solo se viene individuata una patologia specifica; in assenza di elementi clinici pregressi o di diagnosi, lo considerano inutile. Inoltre, sottolineano che prioritario è l’accertamento dei fatti e delle prove materiali, non una valutazione personologica che rischia di orientare l’opinione pubblica prima ancora che sia stabilita una responsabilità.

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Perché questa scelta

L’avvocatessa Angela Taccia ha spiegato pubblicamente che la difesa non cerca “scorciatoie” né soluzioni intermedie legate a un’eventuale infermità o semi-infermità mentale (che potrebbero incidere sulla pena). L’obiettivo dichiarato è il proscioglimento o l’assoluzione piena, sulla base della presunzione di non colpevolezza e della contestazione degli elementi accusatori. Secondo i difensori, Sempio non presenta patologie che alterino le funzioni cognitive o volitive, e la sua storia sanitaria e personale non supporta ipotesi di pericolosità sociale o di vizio di mente. Un eventuale esame psichiatrico, se ritenuto necessario, dovrebbe avvenire in sede dibattimentale e in contraddittorio. Catanesi potrà comunque redigere la propria relazione basandosi sulla documentazione già acquisita (appunti, diari, post e materiali sequestrati), senza il colloquio diretto. Il rifiuto è legalmente legittimo in questa fase: l’indagato non è obbligato a sottoporsi a una consulenza di parte.

Sempio: cosa succede il 28 settembre?

Il 28 settembre 2026 scade il termine delle indagini preliminari. Entro quella data la Procura di Pavia dovrà completare gli ultimi accertamenti disposti (tra cui approfondimenti sulle tracce biologiche, sull’impronta della suola e sulla stessa consulenza personologica) e decidere le mosse successive. Le opzioni principali sono la richiesta di rinvio a giudizio di Sempio davanti al Gip oppure, in alternativa, altre determinazioni sull’impianto accusatorio. La data rappresenta quindi un passaggio decisivo nel Caso Garlasco: chiuderà formalmente la fase delle indagini preliminari e aprirà la strada a un’eventuale fase processuale, mantenendo al centro del dibattito le prove tecniche e le contestazioni della difesa.

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