(di Fosca Colli) – A poco più di tre mesi dalla prevista entrata in vigore della Sugar tax, fissata al 1° gennaio 2027, il settore delle bevande analcoliche torna a chiedere un intervento definitivo alle istituzioni. La questione è stata al centro dell’incontro “Investire nella crescita: perché superare la Sugar tax e nuove tasse”, organizzato a Roma da ASSOBIBE, l’associazione di Confindustria che rappresenta i produttori italiani di bevande analcoliche. La scadenza del 1° gennaio 2027 è stata confermata dalla normativa vigente dopo i precedenti rinvii.
Secondo ASSOBIBE, l’incertezza legata all’imposta starebbe frenando oltre un miliardo di euro di investimenti che le aziende potrebbero destinare a innovazione, nuovi impianti e occupazione. Una posizione espressa dall’associazione nel corso dell’evento, che ha riunito rappresentanti delle istituzioni, esponenti politici e imprese per discutere delle possibili conseguenze della misura sull’industria e sull’intera filiera. Ad aprire i lavori è stato il presidente di ASSOBIBE, Giangiacomo Pierini, seguito dall’intervento di Alessandro Fontana, direttore del Centro Studi Confindustria, che ha analizzato il quadro economico italiano e le difficoltà che attendono imprese e famiglie nei prossimi mesi.
Fontana ha richiamato l’attenzione sull’aumento dei costi energetici e delle materie prime, sull’inflazione e sull’andamento dei tassi di interesse, sottolineando la necessità di ridurre la pressione sulle imprese e sui cittadini. Tra le misure indicate anche il superamento della Sugar tax e della Plastic tax.
La tua pubblicità su stenos.it sempre una buona idea!
![]()
ASSOBIBE: “Serve una decisione definitiva”

Nel suo intervento, Pierini ha ribadito la posizione dell’associazione, ricordando che la Sugar tax è stata più volte rinviata nel corso degli anni. Per ASSOBIBE, il protrarsi dell’incertezza normativa rappresenta un ostacolo alla programmazione degli investimenti. «Da quasi sette anni viviamo sotto la spada di Damocle di una tassa mai davvero entrata in vigore», ha dichiarato il presidente, chiedendo alle istituzioni di arrivare alla cancellazione definitiva dell’imposta, anziché procedere con un nuovo rinvio.
La richiesta arriva mentre il settore guarda alla prossima discussione sulla Legge di Bilancio e alla scadenza del 1° gennaio 2027, data attualmente prevista per l’applicazione della tassa. Al centro del dibattito gli effetti che la Sugar tax potrebbe produrre sul comparto delle bevande analcoliche, sulla filiera e sui consumatori. I partecipanti hanno discusso della necessità di garantire maggiore stabilità normativa alle imprese e di valutare strumenti alternativi alla tassazione per perseguire gli obiettivi di salute pubblica.
Tra le questioni affrontate anche il percorso di riduzione degli zuccheri già intrapreso dall’industria delle bevande analcoliche. Secondo i dati diffusi da ASSOBIBE, negli ultimi anni lo zucchero immesso in consumo dalle aziende del settore è diminuito del 44%, mentre le versioni senza zucchero sono cresciute a un ritmo indicato dall’associazione come 7,5 volte superiore rispetto alle varianti tradizionali.
Il protocollo con il Ministero della Salute
Un ulteriore passaggio del percorso è rappresentato dal Protocollo d’intesa siglato nel luglio 2026 tra ASSOBIBE e Ministero della Salute, finalizzato a rafforzare la collaborazione su informazione ai consumatori, monitoraggio dei consumi, offerta calorica e iniziative rivolte soprattutto ai giovani e agli ambienti scolastici.
Sul tema è intervenuto anche Giorgio Salvitti, consigliere politico del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, che ha espresso una posizione critica nei confronti della Sugar tax, sostenendo che la tutela della salute debba essere perseguita anche attraverso prevenzione, educazione alimentare e consumo consapevole. Di segno analogo l’intervento di Sandra Savino, sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, che ha sottolineato l’importanza di creare condizioni di stabilità e prevedibilità per il sistema produttivo. Secondo Savino, il periodo che precede l’entrata in vigore della tassa dovrebbe essere utilizzato per valutarne gli effetti sull’intera filiera e per individuare strumenti alternativi.
Ai lavori hanno partecipato inoltre Marcello Gemmato, sottosegretario di Stato al Ministero della Salute, e altri rappresentanti delle istituzioni. Il confronto di Roma riporta dunque al centro del dibattito il futuro della Sugar tax, mentre il settore delle bevande analcoliche chiede una decisione definitiva e sottolinea l’esigenza di poter programmare investimenti e strategie industriali in un quadro normativo stabile. La questione resta ora legata anche al confronto politico ed economico che accompagnerà la prossima Legge di Bilancio.
