Bojano, una tranquilla cittadina in provincia di Campobasso, nel cuore del Molise, si è trovata al centro di indagini che hanno rivelato la crescente infiltrazione della criminalità organizzata, in particolare della camorra campana. Le operazioni delle forze dell’ordine hanno messo in luce come Bojano sia diventata una base logistica strategica per attività illecite, principalmente lo spaccio di droga e l’estorsione.

Bojano come piazza di spaccio: l’operazione “Piazza Pulita”

Nel maggio 2020, l’operazione “Piazza Pulita”, condotta dai Carabinieri e dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Campobasso, ha segnato un punto di svolta nella lotta alla criminalità organizzata a Bojano. L’operazione ha portato a 39 misure cautelari e al sequestro di beni per un valore di un milione di euro, evidenziando come la camorra avesse individuato il Molise, e in particolare Bojano, come una piazza strategica per lo smercio di droga, soprattutto cocaina. Le indagini hanno confermato che gruppi criminali campani, sfruttando la posizione geografica di Bojano, vicina alle principali vie di comunicazione, avevano stabilito una rete di spaccio capillare, coinvolgendo anche soggetti locali.

Bojano e l’operazione “Vesuvio”: estorsione e metodo mafioso

Nel 2023, il processo scaturito dall’operazione “Vesuvio” ha ulteriormente confermato l’influenza della camorra a Bojano. Il Gup di Campobasso ha emesso quattro condanne, di cui tre per spaccio di cocaina ed estorsione aggravata dal metodo mafioso, e una per solo spaccio. Le indagini hanno rivelato come i clan utilizzassero tecniche intimidatorie tipiche delle organizzazioni mafiose, come minacce e atti di violenza, per imporre il loro controllo su attività commerciali e traffici illeciti. La sentenza ha rafforzato l’evidenza che Bojano non è solo un punto di transito, ma un centro operativo per i clan campani, che sfruttano l’apparente tranquillità della zona per operare indisturbati.

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Un clima di omertà e intimidazione

Le indagini hanno messo in luce un clima di omertà che facilita l’operato delle organizzazioni criminali a Bojano. La paura di ritorsioni e la mancanza di collaborazioni di giustizia da parte della popolazione locale, come evidenziato in altre aree a rischio mafioso, hanno permesso ai clan di consolidare la loro presenza. Atti intimidatori, come minacce a commercianti e piccoli imprenditori, sono stati documentati, creando un’atmosfera di soggezione che ostacola la denuncia e favorisce il controllo del territorio da parte della criminalità. Questo fenomeno, tipico delle mafie, si è radicato a Bojano, trasformando la cittadina in un’area vulnerabile.

Bojano e l’infiltrazione economica

Oltre al traffico di droga e all’estorsione, la criminalità organizzata a Bojano ha mostrato interesse per l’infiltrazione in settori economici legali. Le indagini hanno rilevato tentativi di riciclaggio di denaro attraverso attività commerciali e il controllo di imprese locali, spesso utilizzate come facciata per operazioni illecite. La camorra, in particolare, ha sfruttato la crisi economica, aggravata dalla pandemia del 2020, per acquisire attività in difficoltà, come negozi e piccole imprese, a prezzi stracciati, consolidando il proprio potere economico nella regione. Questo modello di infiltrazione, già noto in altre aree del Sud Italia, rappresenta una minaccia crescente per l’economia locale di Bojano.

La risposta delle istituzioni

Nonostante l’assedio della criminalità, le istituzioni hanno risposto con determinazione. Le operazioni “Piazza Pulita” e “Vesuvio” dimostrano l’impegno della DDA di Campobasso e delle forze dell’ordine nel contrastare le infiltrazioni mafiose. Inoltre, la presenza di una Sezione Operativa della Direzione Investigativa Antimafia (DIA) a Foggia, istituita nel 2020 per monitorare la criminalità organizzata nella vicina Puglia, ha rafforzato il coordinamento delle indagini anche nel Molise. Nel 2025, il colonnello Paolo Iannucci, a capo della DIA di Foggia, ha sottolineato i successi investigativi nella regione, evidenziando come la collaborazione tra forze dell’ordine e magistratura stia indebolendo le organizzazioni criminali. Tuttavia, la necessità di potenziare la presenza dello Stato a Bojano rimane una priorità per prevenire ulteriori infiltrazioni.

Conclusioni

Bojano si trova a un crocevia cruciale. Da un lato, la crescente pressione della camorra, che ha individuato nella cittadina un hub strategico per le sue attività illecite. Dall’altro, la risposta delle istituzioni e l’urgenza di coinvolgere la società civile nella lotta alla mafia. Rompere il muro dell’omertà e promuovere una cultura della legalità saranno fondamentali per liberare Bojano dall’assedio della criminalità organizzata. Le operazioni delle forze dell’ordine rappresentano un passo avanti, ma solo un impegno congiunto tra cittadini, associazioni e istituzioni potrà garantire un futuro più sicuro per la comunità.

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