Karl Bushby, ex paracadutista britannico nato a Hull nel 1969, ha iniziato il 1° novembre 1998 da Punta Arenas, all’estremità meridionale del Cile, quella che ha chiamato Goliath Expedition: un percorso continuo a piedi (o a nuoto quando necessario) verso casa, senza usare alcun mezzo di trasporto per avanzare e senza tornare nel Regno Unito se non a piedi.

L’obiettivo era completare la linea terrestre più lunga e ininterrotta possibile nella storia umana, un’impresa che inizialmente pensava di concludere in 8-12 anni. A ottobre 2026, dopo quasi 28 anni e oltre 49.000-50.000 chilometri percorsi, si trova nell’ultima fase, sulla costa settentrionale della Francia, di fronte alle scogliere inglesi.

Le regole che si è imposto Karl, sono state rispettate con rigorosa coerenza: ogni centimetro avanzato è stato camminato o nuotato; le interruzioni (per visti, finanziamenti o geopolitica) non hanno interrotto la continuità del percorso, perché al ritorno riprendeva sempre dal punto esatto in cui si era fermato. Spinge da anni un carrello carico di attrezzatura, affettuosamente chiamato “the Beast”.

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Le tappe principali di un’odissea

Karl, ha attraversato l’America Latina (incluso il pericoloso Darién Gap tra Colombia e Panama, zona di guerriglia e giungla impenetrabile, dove finì anche in prigione per alcuni giorni), il Centro e il Nord America, l’Alaska e lo Stretto di Bering (attraversato a piedi sul ghiaccio nel 2006 insieme a Dimitri Kieffer, in un’impresa di 14 giorni tra temperature estreme e correnti imprevedibili). Ha poi affrontato la Siberia, la Mongolia, la Cina (con stretta sorveglianza e confische di materiale), e il Kazakhstan.

Quando le tensioni geopolitiche e i problemi di visti resero impossibile passare per Iran o Russia, nel 2024 attraversò a nuoto il Mar Caspio (circa 300 km) dal Kazakhstan all’Azerbaigian in 31 giorni, alternando nuoto e riposo su barche di supporto. Da lì proseguì attraverso Azerbaigian, Georgia e Turchia, entrando in Europa nel 2025 dopo aver attraversato a piedi il Ponte dei Martiri del 15 luglio sul Bosforo a Istanbul, un permesso eccezionale.

Ha poi percorso i Paesi dell’area Schengen (Bulgaria, Romania, Ungheria, Slovacchia, Austria, Germania, Belgio), costretto a uscite periodiche (spesso in Messico) per rispettare i limiti dei 90 giorni di permanenza legati alla Brexit.

Ostacoli e resilienza

Il viaggio è stato ostacolato dalla crisi finanziaria del 2008 (che gli tolse gli sponsor), dalla pandemia di Covid-19, da guerre, chiusure di frontiere e interminabili problemi burocratici sui visti. Ha affrontato orsi polari, banditi, temperature di -50 °C, caldo torrido, fame e isolamento. Ha visto la famiglia solo poche volte in quasi tre decenni e ha dovuto interrompere relazioni sentimentali nate lungo il percorso.

Nonostante tutto, Karl sottolinea spesso di aver incontrato “il meglio dell’umanità” attraverso la generosità di sconosciuti. A giugno 2026, dopo aver raggiunto il Belgio, Eurotunnel rifiutò il permesso di attraversare a piedi un tunnel di servizio sotto la Manica per motivi di sicurezza e operativi. Bushby, si è quindi preparato all’attraversamento a nuoto del Canale della Manica (circa 34 km), uno dei tratti di mare più trafficati al mondo. A inizio settembre 2026 aveva ottenuto un’autorizzazione dalle autorità francesi, con data obiettivo intorno al 1° ottobre, a seconda di maree e meteo, in più sessioni con barca di supporto. Alla fine di settembre, mentre camminava verso Cap Blanc-Nez (Pas-de-Calais), emersero nuove confusione burocratiche interne, e stava ancora lavorando per risolvere i permessi prima che l’inverno rendesse la traversata troppo rischiosa. Una volta in Inghilterra, gli resterà da camminare fino a Hull, con l’obiettivo ideale di arrivare a casa della madre Angela intorno al 1° novembre 2026, esattamente 28 anni dopo la partenza.

Angela Bushby, 75 anni, lo aspetta al cancello di casa a Hull e ha scherzato: “Dopo l’abbraccio gli dirò ‘e a che ora pensi di essere, Karl?’”. Bushby, ora 57enne, ha dichiarato di avere sentimenti misti: è pronto a chiudere questa fase della vita, ma riconosce che sarà uno “stop improvviso” e dovrà reinventarsi.

Ha in progetto un documentario diretto da Werner Herzog (con materiale accumulato per 16 anni), conferenze e attività legate alla divulgazione scientifica. Arriverà “senza nulla” e dovrà reinserirsi nel “mondo adulto”.

La Goliath Expedition non è solo un’impresa fisica: è una dimostrazione di determinazione, adattabilità e tenacia di fronte a un mondo in continuo cambiamento. A ottobre 2026, mentre Karl Bushby affronta l’ultimo ostacolo naturale e burocratico, la linea che ha tracciato sulla Terra è quasi completa, e la sua storia resta una delle più straordinarie avventure contemporanee.

Cammino medievale

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