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Denuncia del Sindacato SAVIP – “Ospedali di Roma, né sicurezza né centralino”

In piena emergenza Coronavirus, c’è una questione che sta suscitando un vespaio di polemiche: in un’importante struttura sanitaria di Roma guardie giurate verrebbero usate come centralinisti piuttosto che affidar loro incarichi specifici per la loro professionalità e competenza. A segnalare il tutto, è Enzo Lombardo, Segretario Provinciale del SAVIP, il Sindacato punto di riferimento di questa specifica categoria: “Le guardie giurate vengono usate sistematicamente come centralinisti all’Ospedale Sant’Eugenio e Cto (cui talvolta si aggiunge il Pertini) – ha denunciato Enzo Lombardo – sono costrette a disertare loro malgrado i servizi di sicurezza per svolgere un compito improprio. Il Responsabile della U.O.C. Direzione Amministrativa Ospedali Dott. Giulio Rossi, interessato del problema dal SAVIP, pare insensibile e continua nella sua politica di depotenziamento della sicurezza dei nosocomi: sopprime le ronde di sicurezza per adibire le Guardie al centralino”.

Enzo Lombardo alza il dito accusatorio e parla senza mezzi termini di “pessima gestione, avallata anche dall’Assessore Regionale alla Sanità, Alessio D’Amato, che nulla ha fatto per mettervi fine. Fra l’altro – aggiunge il Segretario Provinciale del SAVIP – scarica sulle Guardie giurate responsabilità e compiti per i quali le stesse non sono formate, non conoscendo le articolazioni vitali degli ospedali e delle istituzioni che, specie in caso d’emergenza, con rapidità devono essere telefonicamente interconnesse. Per contro, i pazienti e le infrastrutture, soprattutto nelle ore notturne, restano privi di sicurezza, lasciando campo libero ai malintenzionati d’ogni risma”. Tutto ciò considerato, il Segretario Provinciale del SAVIP dice che vorrebbe “proprio sapere chi ci guadagna da questa palese incapacità di gestire i servizi di sicurezza nell’ambito della Sanità, con evidenti aggravi anche per l’Erario. Chiediamo anche – conclude Enzo Lombardo – che anche la Questura di Roma intervenga per mettere fine a questo malcostume, impartendo direttive sui servizi alla ASL competente secondo quanto previsto dalla Legge”.

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