(Articolo di Fosca Colli, giornalista) – Una delle pagine più lette di un quotidiano, cartaceo o online che sia, è quella della cronaca. Ovviamente quando si dice “cronaca” si apre un mondo, perché è dalle mille sfaccettature. Si spazia dagli eventi culturali a quella sportiva a quella nera. Nei giorni scorsi i fari si sono accesi su quest’ultima, con un corso formativo deontologico organizzato dall’Ordine dei Giornalisti del Molise, in sinergia con la Camera penale di Isernia e l’Unimol. Si è svolto il 6 febbraio mattina a Campobasso presso la Sala Fermi dell’Ateneo.

A questo appuntamento non potevo non essere presente, essendomi io occupata di cronaca nera e di cronaca investigativa. Si tratta di due facce della stessa medaglia, ma con una sostanziale differenza.
In cosa differiscono cronaca nera e giornalismo d’inchiesta
Infatti, la cronaca nera si occupa di parlare, esporre, aggiornare il lettore su un evento cruento quale potrebbe essere un omicidio, una rapina, un incidente mortale, un rapimento e anche traffici illeciti quali quelli di sostanze stupefacenti e falsificazione di denaro.
La cronaca investigativa, o giornalismo d’inchiesta, ha il fine di andare a fondo a qualche fatto di cronaca, non necessariamente nera, facendo delle proprie indagini esaminando documenti, fonti, fatti.

Personalmente mi sono occupata di entrambi per anni per l’area compresa tra la Capitale e la Provincia di Latina, zone particolarmente complesse ed a rischio. Ho svolto indagini per quotidiani locali, non ultimi Latina Oggi e La Provincia con casi poi rimbalzati a livello nazionale. Tra questi: interconnessioni tra “colletti bianchi” e criminalità organizzata (che portò all’arresto di una ventina tra politici e imprenditori), la mala gestione del cimitero di Pomezia (con bare accatastate all’aria aperta e non solo), maxi discariche abusive di rifiuti tossici e amianto (di cui poi si occupò a lungo anche Striscia la Notizia), edilizia abusiva, malasanità e tanto tanto altro.
Tutti gli interventi

Nel corso di formazione del 6 febbraio si è parlato sia di cronaca nera sia di cronaca investigativa, essendo argomenti strettamente connessi. I lavori sono stati aperti da Vincenzo Cimino, presidente dell’ODG Molise, e sono stati moderati da Sergio Maria Carafa.
Si è parlato di come si scrive un articolo di cronaca, quali sono i dati utili per raccontare la scomparsa di una persona, quali piste può seguire il giornalista, quali le fonti con cui relazionarsi, come gestire le immagini, video, i minori e il materiale secretato. Argomenti sempre di grande attualità e che vanno trattati con l’appropriata cura e attenzione nel rispetto della deontologia professionale.
Gli interventi sono stati a cura di:

- Francesco La Cava, avvocato, giudice e magistrato, giornalista, presidente della Camera Penale Isernia (che ha parlato anche in merito alla diffamazione);
- Rossano D’Antonio, scrittore, giornalista (ha illustrato un suo libro ispirato ad una storia che è partita da un fatto realmente accaduto a Montenero di Bisaccia, la scomparsa misteriosa della giovane molisana Maria);
- Raffaella Fanelli, scrittrice, giornalista (che ha ricordato la sua attività di investigazione sul caso Mino Pecorelli);
- Lucia Visca, scrittrice, giornalista (che il 2 novembre 1975 fu la prima reporter ad accorrere all’Idroscalo di Ostia, dove venne ucciso Pasolini);
- Alvaro Fiorucci, scrittore, giornalista Rai in pensione, che ha parlato di casi avvenuti in Umbria balzati alla cronaca come il mostro di Foligno e l’omicidio di Meredith Kercher;
- Paolo De Chiara, scrittore, giornalista che ha approfondito risvolti del caso Leo Garofalo, Donna, madre che si era ribellata alla ndrangheta.