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LA STORIA DIMENTICATA

1944/1945: la caccia agli scienziati “nazisti”

Lo storico tedesco Leopold von Ranke (1795-1886) affermava che lo “scopo profondo della Storia” è quello di accertare e raccontare “come sono andate davvero le cose”. Purtroppo accade raramente. Omissioni, manipolazioni, interpretazioni sovente maliziose, per non dire altro, deformano, modificano i fatti o li dimenticano. Tra le pagine più colpite dalle forbici degli storiografi quelle riguardanti gli sviluppi tecnologici in campo aeronautico e missilistico e conseguentemente nell’ambito industriale e commerciale, con fortissime conseguenze in politica internazionale e negli equilibri di potenza.

Nel 1965 la “Librairie Arthème Fayard” (casa editrice francese) pubblicava “La chasse aux savants allemands” di Michel Bar-Zohar. Sei anni più tardi Longanesi (dopo Sugar) editava il libro in lingua italiana titolando “La caccia agli scienziati nazisti”. L’aggettivazione sottolinea la diversità di giudizio, come pure la netta contrapposizione culturale.

Il libro affronta “il più profondo sconvolgimento che la storia della scienza abbia mai registrato” (op.cit. “Premessa”). Duecentosessanta pagine per narrare la grande <retata> di “cervelli” tedeschi compiuta dalla seconda metà del 1945 e sino a tutto il 1946 e oltre da reparti militari speciali (a protezione e supporto di tecnici e specialisti), americani, sovietici e, in minor misura, da inglesi e francesi. Obiettivo gli scienziati e i tecnici germanici che avevano concepito, progettato, sperimentato, collaudato e consegnato alla Luftwaffe e da questa impegnato in combattimento, l’aviogetto da caccia Messerschmitt 262 (primo volo nel 1942, velocità massima poco meno di 900 Km/h), il caccia Messerschmitt Me.163 “Komet”, intercettatore a razzo (primo volo di guerra 28 luglio 1944), le V1, le V2 (“Le terribili V2, che per poco non assestarono un colpo mortale all’imprendibile Albione”, op.cit. pag. 5). E questo per non dilungare le citazioni.

Per chiarire di cosa si sia trattato basterà considerare quanto autorevoli specialisti aeronautici hanno affermato: “Il Me.262 avrebbe certamente potuto cambiare il corso del conflitto se fosse stato utilizzato nell’unico ruolo congeniale, quello dell’intercettore puro. Invece la produzione si disperse in una serie di varianti”; da sottolineare, inoltre, quanto ebbe a dichiarare poco dopo la guerra l’ammiraglio Luis de Florez, direttore aggiunto presso i laboratori di ricerca della Marina statunitense: “Se fossimo stati abbastanza furbi da impadronirci dei mille migliori scienziati e tecnici tedeschi ed isolarli in una sorta di Sant’Elena scientifica, l’Europa sarebbe rimasta disarmata per un’intera generazione”. Chiaro riferimento a quanto avvenne durante la “guerra fredda”.

Si potrebbe accreditare la caccia agli scienziati e ai tecnici tedeschi alla stregua di un bottino di guerra, rispolverando (?) le <procedure> applicate da quasi tutti gli eserciti per secoli, ma la portata della <caccia>, le conseguenze politiche e militari, prima che industriali ed economiche, inducono alla prudenza.

Vi è da chiedersi, preliminarmente, se quanto avvenne in quel periodo, tragico, in cui predominava il disordine sotto ogni punto di vista, ci si riferisce alle ultime settimane di guerra e al periodo immediatamente successivo alla fine delle ostilità, implichi delle questioni etiche e morali, nel senso che un conto è vincere una guerra e un altro è sequestrare persone costringendole di fatto a lavorare per il vincitore. Gli scienziati sono stati considerati un risarcimento di danni?

In secondo luogo si deve considerare che la <caccia> non fu una conseguenza dell’occupazione della Germania, bensì un’operazione, preventiva, appositamente ideata e organizzata, parallela all’attività bellica. Le direttrici dell’avanzata e i tempi erano stabiliti in base agli obiettivi da raggiungere e da occupare prima di altri. Una vera e propria <corsa> per catturare scienziati, tecnici e materiali: prototipi di armi di ultima generazione, progetti, disegni, materiali, apparati. Tutto questo se rientra nel diritto del vincitore autorizza però a osservare che il progresso scientifico e tecnologico degli ultimi sessant’anni è dovuto in gran parte, se non totalmente, a quella <partenza>. Non sarà superfluo, a questo punto, ricordare il “Rapporto Oslo”, le informazioni che un tecnico tedesco fece pervenire all’addetto navale inglese all’ambasciata in Norvegia nel 1939. Era un elenco dettagliato dei risultati raggiunti dagli scienziati tedeschi nel campo dei motori a razzo, nel radar, nei siluri, etc. Non si esagera osservando che la scienza e la tecnica tedesche erano avanti almeno vent’anni rispetto a tutti. Oggi si parla, con un sottinteso di timore, di guerra chimica e batteriologica o biologica. Alcune fonti dell’intelligence occidentale non escludono il rischio di attacchi terroristici con l’impiego di gas nervini o virus. Ebbene il Sarin, il Tabun e prima ancora l’Yprite sono <invenzioni> tedesche, le prime due mai utilizzate in guerra, la terza impiegata durante la grande guerra, proprio contro le prime linee britanniche nelle vicinanze della città belga di Ypres (Eiper); conflitto, quello 1914-1918, che vide l’impiego di gas da parte di tutti i belligeranti.

Analizzando la storia nei suoi meandri tecnico-scientifici ci si rende conto, quindi, della portata delle conseguenze a lungo termine degli eventi bellici in quanto causa di <spostamenti> tecnologici e scientifici, appunto, tali da mutare equilibri economici a livello mondiale, incidendo sui livelli di vita di intere popolazioni e non a seguito della sconfitta militare in quanto tale, ma per quanto la sconfitta comporta in termini di perdite economiche, di ridotte o nulle disponibilità di processi di fabbricazione, ricerca, brevetti, accesso a materie prime strategiche e specialisti, nonché vincoli e limitazioni imposti dai vincitori (divieto di costruire, contingentamenti, subordinazione, privazione o mancanza di tecnologie specifiche).

L’argomento meriterebbe, forse, uno studio specifico. Quanto ha reso in termini economici, finanziari, di sviluppo e di espansione industriale, come pure di subordinazione, quindi politici, la <caccia> agli scienziati nazisti?

SOMMARIO

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