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Gli Sherpa: i coraggiosi portatori dell’Himalaya, il tetto del Mondo

Gli sherpa,  il cui termine deriva, nell’idioma locale, dalla combinazione delle parole Shar, che significa est, e da Pa che esprime  il termine uomo, appartengono ad una stirpe che, molti secoli fa, immigrò in Nepal nella regione di Kham, nel Tibet orientale. Questa popolazione volle avere, fin dall’inizio, una precisa identità, e diversificarsi dall’espressione in uso di Buthia, che veniva data dagli indigeni nepalesi ai colori i quali pervenivano dal Tibet. Dopo essere pervenuti la parte meridionale del Tibet, attraversarono il passo Nangpa, posto a 5806 metri, e si insediarono

Lancaster, linea solari

nel Nepal settentrionale, adiacente il monte Everest, occupando inizialmente la regione di Khumbu e successivamente quelle di Pharak e di Solu, erigendo numerosi villaggi posti fra i 3.300 e i 3.800 metri. Questa popolazione venne utilizzata come portatori già alla fine dell’ottocento nella zona di Darjeeling, dagli inglesi per la costruzione delle residenze estive

degli ufficiali di stanza in India. Dalla località di  Darjeeling all’inizio del novecento, quando iniziarono le prime spedizioni alpinistiche britanniche per il versante nord dell’Himalaya, partirono insieme agli scalatori i portatori sherpa, che adattati da secoli a vivere con poco ossigeno, essi respirando più possibile inspirando più aria rispetto agli europei, costituivano gli elementi fondamentali per le spedizioni. Oggi, grazie anche alla loro lealtà, forza e coraggio, sono parte integrata di ogni spedizione, al punto che in ogni impresa è consuetudine la presenza di un Sirdar, cioè di un capo portatore, che svolge il compito di organizzare i portatori locali, e

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successivamente i portatori che dovranno affrontare l’alta quota, gestendo in sostanza l’avvicinamento e la preparazione alla scalata. Il 29 maggio del 1953 venne per priva violata la cima più alta della Terra, e questa data viene anche rammentata perché è la consacrazione anche degli sherpa, in quanto fu il riconoscimento della loro dignità. Infatti l’impresa venne compiuta dal Neozelandese Edmund Hillary insieme a Tenzing Norgay. Gli sherpa da semplici portatori, oggi sono diventuti, grazie all’esperienza

acqusita, alpinisti e guida dell’Himalaya, con tanto di libretto personale ove vengono citate le spedizioni a cui hanno partecipato. Questi libretti di fatto costituiscono una storia delle spedizioni e sono anche muti testimoni di quanti non sono riusciti nell’impresa. Solo tra il 1950 e il 1989 gli sherpa morti sono stati quasi 200. Oggi tra gli istruttori del Nepal Montaineering Istitute, a cui s’iscrivono alpinisti di ogni parte del mondo , si possono trovare i più preparati sherpa d’alta quota, e addirittura alcuni insigniti del titolo di “Tigri delle nevi”. 

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