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ALISTAIR MACLEAN,  scrittore da non dimenticare

Nel 1955 l’editore inglese Collins pubblicava un lavoro di Alistair MacLean, “H.M.S. ULYSSES”, la storia di un incrociatore della Royal Navy e del suo equipaggio lungo la rotta artica di scorta ai convogli di aiuti alleati ai russi. Un libro che ebbe un successo internazionale a dir poco strepitoso. Un anno più tardi l’editore Bompiani lo proponeva ai lettori italiani. Per apprezzarne il risultato basterà dire che nel 1966 venne pubblicata la quinta edizione. Alistair MacLean è forse più conosciuto per “I cannoni di Navarone” (sei le edizioni del libro in lingua italiana) e per il noto film interpretato da Gregory Peck, David Niven, Antony Quinn, tuttavia dai suoi libri sono stati tratti altri film, tra cui “Dove osano le aquile”, con Richard Burton e Clint Eastwood. Con forte senso commerciale, Alistair MacLean univa all’abilità di scrittore una spiccata capacità di giallista, creando vicende in cui l’avventura era intrisa di mistero, di suspense, di colpi di scena. “Notte senza fine”, “La paura è la chiave”, “Base artica Zebra” “Appuntamento con l’oro”, alcuni dei titoli di suoi lavori. Tuttavia, al di là del successo commerciale, dell’abilità nel costruire vicende intricate e calamitanti, Alistair MacLean merita di essere ricordato in primo luogo per “H.M.S. Ulisses” da cui non è stato tratto un film, ma rimane la sua creazione più vera, umana, affascinante. Uno dei libri che dovrebbe essere letto.

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HANS HELLMUT KIRST, questo sconosciuto

Uno degli scrittori tedeschi di maggiore successo in tutto il mondo. Autore di una trentina di romanzi, tradotti in ventisei lingue, molti dei quali apparsi a suo tempo anche in italiano. “08/15 la rivolta del caporale Asch”, “08/15, La strana guerra del sottufficiale Asch”, “08/15 La vittoria finale del tenente Asch” formano una trilogia di rara intensità e autentico verismo sia nel testo, sia nella versione cinematografica, a suo tempo distribuita in Italia dalla “Cineriz” e chissà se salvata dall’usura del tempo. Forse qualcuno potrebbe anche tentare di recuperare le copie e “tradurle” in DVD. Da uno dei romanzi del prussiano Kirst, “La notte dei generali”, venne tratto un eccellente film con interpreti di rango: Peter O’Toole, Omar Sharif, Philippe Noiret e Juliette Gréco. Altri titoli di romanzi scritti da Kirst: “Telegrafiste d’assalto”, “Lo chiamavano corda da forca”, “Nessuno si salva”, “Mattino rosso”, “Dio dorme in Masuria”, “Fabbrica di ufficiali”, “L’ultima carta la gioca la morte”, “08/15 oggi”, “La rivolta dei soldati”, “Subbuglio nella piccola città”, “I sei camerati”, “I lupi”, “E la giustizia, Capitano?”. La satira spietata e colorita del militarismo tedesco caratterizza i romanzi di Kirst. L’autore traccia personaggi, caratteri, profili estremamente efficaci, riuscendo a renderli vivi, dominanti, coinvolgenti. La vita come realmente è, ben al di là della creazione letteraria. Francamente ci si chiede perché mai, al di là dei libri, nessuno abbia saputo cogliere il valore dei film tratti dai romanzi di Kirst quando lo scenario filmografico proposto dalle varie reti televisive risulta così ripetitivo e povero di fantasia e di satira. E dove la violenza è gratuita e l’irrealtà imperversa. La trilogia su “08/15” ( che era il calibro del fucile della fanteria tedesca nel 1939) meriterebbe miglior sorte che essere corrosa dal tempo e dimenticata. Non è possibile recuperarla e salvarla? Un autore, Hans Hellmut Kirts, che potrebbe essere riproposto anche in libreria, unitamente ad altri, di cui diremo, troppo frettolosamente messi in cantina nelle scatole di “quello” che ormai ha fatto il suo tempo. Una riflessione su quello che è stato potrebbe suggerire orientamenti meno sbrigativi su quanto sta accadendo oggi.

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