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Pomezia - Ardea

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(pagina a cura di Fosca Colli

28 MARZO 2010

POMEZIA - LE GIORNATE DELLA NATURA - L’Ass. Tyrrhenum inaugura un nuovo filone della sua lunga attività: la Giornate Natura. L’idea nasce dalla voglia e dall’esigenza di consentire a quanti lo desiderano, ma comunque di proporlo a tutta la cittadinanza, di passare almeno un giorno al mese immersi nella natura. In particolar modo la proposta è indirizzata ad anziani, famiglie, disabili e meno abbienti, categorie che incontrano maggiori difficoltà nel potersi concedere anche brevi e semplici gite. Non sarà necessario fare estenuanti escursioni o complicate arrampicate, ne essere Rambo o Indiana Jones perché il programma prevede luoghi di facile accesso e fruibilità. L’importante è stare in ambienti naturali, poi ognuno potrà scegliersi la giornata che preferisce: passeggiare, leggere un libro, giocare a carte, arrampicarsi sugli alberi, riposare, ballare, giocare a bocce, cantare e mangiare insieme e qualsiasi altra attività che ben si concili con il rispetto dell’ambiente. Siamo convinti che almeno un po’ di tempo passato nella natura (boschi, mare, prati, laghi, montagne, ecc.) faccia assolutamente bene sia al corpo che alla mente, una “natura terapia” che è sicuramente un primo passo ineludibile per il proprio equilibrio. Inoltre, queste esperienze danno la corretta dimensione che l’uomo ha nei confronti del mondo che lo circonda e consentono la conoscenza e l’amore che per la Natura e anche del prossimo, visto che c’è la possibilità di stare con gli altri con ritmi, appunto… più naturali. Pensiamo che l’uomo da sempre è cresciuto nella natura, poi alla ricerca nel benessere se ne è allontanato sempre di più, ora, se ci dovesse accadere di riconfrontarci con le sue bellezze e le sue insidie, chissà quanti sarebbero in grado di sopravvivere. Siamo già stati al Sughereto, all’Oasi di Tevere/Farfa e ai Laghetti di Percile, le prossime uscite prevedono: Tor Caldara, Ninfa, Macchiatonda, Saturnia, ecc. Naturalmente, è il caso di dirlo, l’organizzazione è gratuita, come è costume nella Tyrrhenum.

ARDEA - Pubblicato avviso per l’avvio delle procedure per la liquidazione e/o alienazione degli usi civici nellarea dei 700 ettari in zona Le Salzare(ex Sforza Cesarini) Come annunciato dal comunicato stampa inviato nei giorni scorsi, il Comune di Ardea ha pubblicato l’avviso per l’avvio delle procedure per la liquidazione e/o alienazione degli usi civici nell’area dei 700 ettari in zona “Le Salzare” (ex Sforza Cesarini). A decorrere dalla data del 18 marzo 2010 tutti i soggetti interessati e aventi titolo possono, se in possesso dei requisiti previsti dalla normativa vigente, presentare istanza entro il 31 maggio 2010 allo sportello preposto Ufficio Speciale per lUso Civico istituito presso il Comando della Polizia Municipale di via del Tempio e aperto nei seguenti giorni e orari: martedì, dalle ore 9 alle ore 12,30; giovedì, dalle ore 15 alle ore 18,30. Epossibile visionare lavviso con tutte le informazioni e il modulo per la presentazione delle domande sul sito istituzionale del Comune www.comune.ardea.rm.itnella sezione Bandi Aperti, categorie: Polizia Municipalee Urbanistica.

ARDEA - IL SINDACO E LA QUESTIONE DEGLI USI CIVIC. Il Pd denuncia - Lo scorso 28 febbraio il Sindaco di Ardea, Carlo Eufemi, ha pubblicamente dichiarato presso la sede del CdQ “Monti di Santa Lucia”in località Le Salzare che la Giunta Comunale ha deliberato l’affrancazione degli usi civici.Pensate quanto insensibile e arrogante possa essere quest’uomo che tratta un argomento talmente complesso e delicato, che viene da un’iter burocratico pieno di cavilli giudiziari, che vede soffrire migliaia di cittadini da oltre trent’anni, limitando il periodo all’era più moderna, semplificando l’intera questione alla compilazione di una modulistica da depositare presso il Comando della Polizia Locale!Che tristezza!Il Primo Cittadino è convinto di avere a che fare con una comunità di perfetti imbecilli per essersi permesso, in piena campagna elettorale, di professare ancora demagogia! Non solo ha cercato di far credere che con la semplice domanda di affrancazione, al modico costo di 50 euro, si va spediti verso l’annosa risoluzione della definizione dell’uso civico, senza attendere il termine dei tre gradi di procedimenti processuali che devono stabilire i titoli di proprietà, ma ha addirittura promesso la messa in sicurezza di via dei colli marini e via dei monti di santa lucia! Sappiamo tutti benissimo che non si possono effettuare interventi pubblici in zone dichiarate totalmente abusive per la questione usi civici, appunto, con una moltitudine di abitazioni oggetto di ordinanza di abbattimento!Fino a che punto questo “incantatore” forestiero vorrà giocare con i cittadini di Ardea? Gli abitanti de Le Salzare devono pretendere l’impegno per una civile mobilitazione presso il Tribunale di Velletri, UNICO ORGANO COMPETENTE, affinchè si giunga alle sentenze per l’attribuzione delle proprietà!E’ stato sicuramente emozionante vedere l’impegno profuso dal CdQ per organizzare un’assemblea strutturata e civile, assolutamente corretto invitare l’amm.ne in carica come primo interlocutore per affrontare la problematica. Una simile dimostrazione di maturità civica aveva il DIRITTO di essere RISPETTATA e non di essere ridotta a oggetto per campagna elettorale! Signor Sindaco, come mai solo ora dopo sei lunghi anni di governo la troviamo interessata alla soluzione dell’uso civico?L’invito, cari cittadini, è di non cadere più nella rete delle false promesse di chi ci governa da oltre 15 anni promuovendo la soluzione dei problemi con la bacchetta magica. Ogni giorno lavoriamo perché un’Ardea alternativa è possibile!

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Acqua potabile, soluzioni condivise per Pomezia e Ardea

POMEZIA. Acqua potabile per tutti i cittadini di Pomezia e Ardea. Soluzioni rapide, efficaci, comprovabili. È questo, in estrema sintesi, il tema portante del convegno che, in data 24 Marzo 2010, si è tenuto presso il campus universitario “Selva dei Pini” di Pomezia al quale hanno partecipato il vice presidente del’ente fornitore Acea Ato 2, Salvatore Toddi, il consigliere comunale di Pomezia Luigi Lupo, l’assessore regionale ai lavori pubblici Vincenzo Maruccio (Italia dei Valori) e il coordinatore dell’incontro, Giuseppe De Luca.

Incremento demografico, approvvigionamenti d’acqua potabile a rischio, rete idrica da potenziare e l’ombra delle privatizzazioni da eludere: su queste linee guida si è sviluppato un meeting molto intenso, al quale hanno preso parte rappresentanti di comitati cittadini e astanti interessati in prima persona dal problema acqua, bene primario sul quale è indiscutibilmente un dogma il non-transigere. Assioma, questo, che ha in sostanza visto tutte le parti in causa pressoché concordi intorno all’idea di una soluzione condivisa dall’ente fornitore e dalle autorità regionali e comunali, in vista di un impegno tangibile ai fini di rendere il territorio di Pomezia e Ardea libero dai gravi rischi rappresentati da un mancato o da uno scarso approvvigionamento idrico. E’ in tal senso che si è sviluppato l’intervento apripista del consigliere Lupo, il quale, in qualità di rappresentante delle istituzioni locali e altresì come membro attivo dei disegni politici che “Italia dei Valori” intende portare avanti nell’area pometina, ha fornito un quadro chiaro e inequivocabile del serio problema fornitura d’acqua potabile, suggerendo tuttavia un concreto intervento risolutorio. Un piano, già in fase di analisi, che tutti i responsabili presenti paiono condividere. In primis, il candidato capolista de “Italia dei Valori” per le elezioni Regionali del Lazio, Vincenzo Maruccio, pronto non solo a sostenere nelle sedi governative laziali il progetto riforma della rete idrica che Lupo e il presidente Acea Ato2 hanno sciorinato, ma che si è lanciato inoltre nella promessa di elaborazione di un piano d’ampio spettro che investe il territorio di Pomezia sugli ampi temi della rivalutazione del territorio, dalle infrastrutture allo sfruttamento delle potenzialità industriali, passando per il terziario e dei servizi per il cittadino. Ma andiamo con ordine.

Da dove nasce questo problema acqua? Nei loro interventi, sia Lupo che Toddi hanno spiegato che l’attuale rete idrica, il cui progetto base ha mosso i suoi primi passi nel 2006, non è sufficiente per poter fornire acqua potabile in tutto il territorio di Pomezia e Ardea. Pur non essendo in discussione la qualità dell’acqua, il pericolo incombe: nel dettaglio, dei 5 serbatoi idrici stanziati dal progetto, tecnicamente solo 3 sono agibili (S.Palomba, Naro, Torvajanica Alta), pur con i vari problemi inerenti all’inter dei collaudi. Almeno altri due, dunque, i serbatoi da completare, con tutte le logiche conseguenze a tappeto che questo significa: rallentamenti della fruizione, rischio di una mancato approvvigionamento e pericolo di aumento tariffario; per quanto, grazie agli interventi della legge finanziaria e all’intervento del Tar del Lazio, questo rischio sembra al momento scongiurato.

Il problema base relativo alla fornitura idrica è legato all’impennata demografica di Pomezia: da un originario progetto legato ad una popolazione di 32mila abitanti (ai quali era necessaria una erogazione di 50litri d’acqua al secondo) si è passati ad una di circa 60mila, con un aumento della richiesta pari a oltre 100 litri al secondo. La Acea Ato2 fa sapere che il servizio, che prende il via dall’area dei Castelli è in crisi; non si può distribuire più di quanto si produce. La soluzione? Secondo Maruccio, Lupo e Toddi esiste: la nuova fonte idrica di Tivoli (il “Pertuso” come è chiamata), un acquedotto bloccato inizialmente per motivi di natura ecologica e per mere ragioni di riserva. In pratica le autorità tenevano questa struttura come fonte di approvvigionamento sostitutivo, per casi limite. Come, in effetti, questo di Pomezia e Ardea. Chiaramente, utilizzare questa nuova fonte significa avviare tutto un iter di pianificazione e finanziamento per lavori di fornitura al quale l’assessore Maruccio ha risposto presente.  Il problema, per le forze in causa, è piuttosto il rischio di un ulteriore incremento demografico di Pomezia e dintorni. L’ente gestore afferma che è pressoché impossibile garantire una sufficiente provvista d’acqua senza un piano concordato relativo alla crescita edilizia dell’area (art.21, comma 5 del piano regolatore), senza contare i rischi di abusivismo. Tivoli, come fonte, è capace di risolvere il dilemma, raddoppiando l’acqua potabile a patto che Pomezia non cresca a dismisura o al di fuori del controllo. Essendo quella di Tivoli una fonte-riserva che la Regione stanzia in casi estremi (esempio, siccità) l’ente erogatore, il Comune e la Regione ipotizzano di utilizzarne solo una parte, garantendo entrambe le esigenze (fabbisogno dell’area pometina, e riserva regionale). Il punto è, come ha sottolineato Maruccio, che il “pertuso” di Tivoli era stato chiuso per errate scelte politiche: il passaggio dalla destra ai verdi, il cambio di esigenze di carattere ecologico, lo stand by che ne consegue. Secondo Maruccio la nuova giunta regionale dovrà decidere di esporsi per “liberare” l’iter  in simbiosi con l’Acea e con gli ingegneri  affinché l’erogazione dei 100-150 litri al secondo per Pomezia e Ardea non siano solo una promessa e né incidano sull’esigenza di riserva dell’acquedotto di Tivoli.

Diverse sono state le istanze dei comitati di quartiere, dei nuovi abitanti che, scrivendo lettere di protesta o intervenendo in aula, hanno acceso il dibattito. Se, come ha sottolineato Lupo, l’ipotesi di una crescita demografica porterà Pomezia intorno agli 80mila abitanti nel giro di un decennio al massimo, allora la scelta di erogazione, così come gli allargamenti dei piani regolatori, dovranno essere concordati in armonia tra le forze in causa. Senza favori all’abusivo, né aperture alla privatizzazione. Come ha ribadito il candidato Idv Maruccio, che ha sottolineato come non solo il governo regionale ma “Italia dei Valori” stessa si batterà contro questo pericolo, per garantire una fornitura raddoppiata, ma senza interventi “esterni”. «L’acqua è un bene primario, siamo pronti a lottare in tutti i modi per evitare privatizzazioni», ha detto. «Italia dei Valori -  gli ha fatto eco Lupo -  è pronta ad una rivalutazione dell’intero territorio di Pomezia, che sappia valorizzare non solo la rete idrica, ma tutte le potenzialità del territorio». Basti pensare alle industrie, al settore terziario, a tutta una serie di interventi di natura logistica che Idv sta studiando insieme al candidato capolista Maruccio e che, come dulcis in fundo, prevedono un progetto di ulteriore valorizzazione della “Selva dei Pini”. Come? Con la creazione, all’interno di quello che è considerato il polmone pometino, di una struttura medica, un ospedale, che sappia accrescere il senso civico e pratico del servizio pubblico. «L’impegno di Idv, una volta eletti, è migliorare i servizi per il cittadino, non solo nella fattispecie della qualità e della capacità della rete idrica, nel fermo no contro l’aumento tariffario e la privatizzazione, ma in merito ad una programmazione più ampia dei servizi pianificati in funzione della crescita demografica» hanno detto come in coro Lupo e Maruccio. Senza sprechi, per far crescere la città insieme, attraverso una gestione oculata senza speculazioni delle risorse e una ricerca di soluzioni connesse alle esigenze del territorio scevre dai giochi dei palazzi della politica. Più acqua per tutti, insomma. Più risorse, più crescita. Per fare dell’area di Pomezia e Ardea una top-list dell’intera regione.  (Daniele Silvestri)

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