Stenos

S t o r i a

Se avete uno fatto storico o un evento o un episodio particolare da segnalare inviare una e-mail a stenos@stenos.it

I LUOGHI SEGNATI DALLA STORIA:

Pegasus Bridge, Normandia

La località si chiama Bénouville a pochi chilometri dalla città di Caen, in direzione della Manche. Il ponte era  l’obiettivo dei 130 uomini del Maggiore inglese John Howard. Un obiettivo strategico. Il suo controllo avrebbe consentito alle forze sbarcate a Sword Beach-Ouistreham di penetrare nell’interno e di appoggiare i paracadutisti aviotrasportati della 6^ Divisione che ritrovavano più o meno frazionati tra i corsi dei fiumi Orne e Dives. Howard aveva il compito di catturare due ponti: quello poi consegnato alla Storia con il nome di Pegasus Bridge, e quello non meno importante, ma passato poi in seconda linea nei commenti storici, sull’Orne, non lontano dalla località di Ranville, dove sorse nell’immediato dopo guerra uno dei cimiteri britannici. Tre alianti riuscirono ad atterrare nelle immediate vicinanze di Pegasus Bridge sorprendendo completamente la scarna guarnigione tedesca. Il combattimento fu durissimo, la reazione germanica violenta e supportata  da rinforzi, ma la determinazione inglese ebbe successo. I ponti di Bénouville e di Ranville rappresentarono il primo successo locale dell’invasione.

Nelle immediate vicinanze del ponte si incontra un caffè dove ora Madame Arlette, figlia degli antichi proprietari, e nel 1944 bambina e testimone di quanto avvenne, gestisce non solo il locale, prima abitazione liberata nella Francia occupata dai tedeschi, proprio la notte tra il 5 e il 6 giugno 1944, ma anche una sorta di museo, con testimonianze fotografiche, lettere, libri, piccoli reperti, mentre da pochi anni il ponte originale è stato rimosso e sostituito con un manufatto di maggiore portata. Il glorioso Pesagus Bridge è stato collocato nelle immediate vicinanze del nuovo museo, ricco di reperti, testimonianze, documentazioni. Uno dei molti interessanti luoghi della memoria che si incontrano in Normandia e particolarmente lungo la striscia che vide le operazioni militari del giugno-agosto 1944.

Pegasus Bridge è rientrato nello scenario della vita ordinaria: il traffico scorre normale, senza sussulti, senza distrazioni. Eppure chi abbia la percezione di quale sia stata la vicenda che si svolse all’epoca,  chi voglia sostare anche brevemente osservando il luogo, l’interno del locale di Madame Arlette, vedere da vicino il vecchio ponte, visitare il museo, ebbene non può non avvertire, non percepire l’atmosfera particolare, la sensazione della diversità, quasi che l’eco del passato e del suo significato permangano, riaffiorino, coinvolgano il visitatore.

Pegasus Bridge, forse un episodio apparentemente marginale nella immensa operazione del D-Day, fu la chiave di volta dell’invasione. Se i britannici non si fossero impadroniti dei due ponti, se l’avanzata, duramente contrastata, non si fosse risolta favorevolmente, costringendo le forze sbarcate entro l’angusta e drammatica, sanguinosa testa di ponte  (come accadde tragicamente in quelle medesime ore agli americani a Omaha Beach), la Storia avrebbe probabilmente seguito un altro percorso. I Francesi, nella loro presunzione e nell’irriverenza per tutto ciò che non sia… francese, lo sanno perfettamente e, anche se non lo ammettono, anche se la loro sufficienza paludata di sfumature di arroganza tenta di nasconderlo, hanno un grande rispetto per il luogo e ne conservano (come in tutta l’area dello sbarco del giugno 1944) le vestigia.

Il turista che abbia una sia pur limitata infarinatura di notizie e nozioni storiche, di fronte a Pegasus Bridge, alla zona, all’atmosfera che si irradia dai reperti e, ad esempio, dai cippi che indicano i punti di atterraggio dei tre alianti con a bordo il commando britannico, avanguardia, prima forza dell’invasione, avverte di trovarsi di fronte a un luogo dove la Storia ha segnato il destino di gran parte dell’umanità, percepisce l’imponenza dello scontro che si ebbe in quell’area, dalle spiagge normanne sino al cuore della Germania. I Francesi definiscono “Lieux de mémoire” i cimiteri di guerra disseminati con ordine e rispetto in terra normanna. Tra questi: il cimitero americano di Colleville, il cimitero britannico di Bayeux, il cimitero canadese di Reviers, il cimitero germanico di La Cambe.

Chi scrive da anni rispetta, tra gli altri, nei luoghi storici, un rito particolare quando giunge in Normandia. La prima sosta è a Pegasus Bridge e al cimitero britannico di Ranville. Dove la Storia ancora oggi sosta e invita a riflettere.

SOMMARIO

e-mail a stenos@stenos.it

Pubblicita’ a basso costo e a dimensione mondiale? Invia una e-mail a stenos@stenos.it e sarai ricontattato da un nostro incaricato