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Una Rosa a Nassirya

In Memoria di Alessandro Pibiri

del Serg.CRI Pasquale Longo (compagno del Caporal Maggiore Alessandro Pibiri, morto in missione)

Alessandro Pibiri

Alessandro Pibiri

Sono tornato da Nassirya xda no n molto (ci sono stato dal 25/5/2006 al 14/7/2006), lì dopo pochi giorni che ero arrivato mi sono trovato indirettamente partecipe di un grande dramma,poi vissuto da tutti in Patria “la morte per un attentato del ragazzo della Brigata Sassari Alessandro Pibiri”. Ma viverlo da lì non è la stessa cosa di viverlo da casa davanti ad un televisore. Lì le emozioni sono fortissime, indescrivibili... specialmente quando si ha una sensibilità particolare ed il mio compagno di stanza è stato tra i primi che

trovandosi con lui ha cercato di soccorrerlo.Io ho pianto quanto tutto ciò e accaduto, quando il mattino dopo è passato davanti a me il mezzo su cui c’era il ragazzo martoriato, quando sono stato tra quelli che gli ha reso omaggio nella chiesa di Camp Mittica, quando mi è passata davanti la bara per il rimpatrio.Tutto ciò lo sentivo in modo particolare, perché quel ragazzo di 25 anni, era uno di noi che stava fino a poco prima in mezzo a noi, in servizio, a mensa e a riposo, al bar, nelle postazioni internet e al telefono continuamente con i propri cari. Era uno di noi che stava con me.Ed e stato in quei giorni che ho sentito e riportato per iscritto ciò che tutti in quel momento stavamo sentendo e vivendo. Ed ho pianto mentre la scrivevo e tutt’oggi mi commuovo a leggerla. La mia composizione che segue queste righe è per rendere partecipe ancora di più tutti, di ciò che i militari provano fuori dalla Patria e per tutti i soldati che tutt’ora sono impegnati nei vari teatri operativi di guerra e per tutti quelli che non ce l’hanno fatta, morendo per la Patria.

UNA ROSA A NASSIRYA

Su di un sasso solo

a riposare stavo.

 Solo a rimirar le stelle

da un sasso, lassù guardavo

e solo a loro

mille sogni vi riponevo.

Nell’aria s’udiva intanto,

dolce e malinconica,

una sensual voce

d’incantevoli sogni

e trascinanti pensieri,

che incanta e canta

la cantata

dell’arabica sua terra.

Tanti giorni son passati,

nel deserto intrappolati,

per un pugno d’ideali.

Sogni,amore e gioventù.

Forti,giovani e varie età,

tutti uniti da un impegno

amor,pace e solidarietà.

In divisa sempre stiamo

e da impavidi che siamo,

senza remore affrontiamo

ogni ardita novità

e un pensiero

corre memore

alla cara terra,

ai cari lontani,

alla moglie tesa,

ai figli consunti dall’attesa,

alla ragazza che non ha inteso,

al remoto futuro

che forse Nassirya non ti darà,

ai sogni che da Nassirya

sempre dietro porterai,

ai sogni che tanti...

tanti ragazzi a Nassirya

per Nassirya lasceranno.

Nel deserto, sulla sabbia

tanto sangue s’è versato

e tante lacrime son cadute.

Non è vano il sacrificio a Nassirya.

Tante rose nel deserto

quella terra martoriata

ci ha donato con calore.

Ora in patria ritorniamo

consapevoli e coscienti

che il COMPAGNO ch’è caduto

E’ UNA ROSA A NASSIRYA!

Serg.C.R.I. Longo Pasquale(Camp Mittica/Nassirya, 11/6/2006)

SOMMARIO

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