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S t o r i a

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I LUOGHI SEGNATI DALLA STORIA:

MONTECOLINO, le ali di Caproni sul lago d’Iseo

Servizio esclusivo di www.stenos.it

Montecolino, capannoni negli Anni '30

Un promontorio tra le acque del lago d’Iseo, dove negli anni della seconda guerra mondiale si realizzavano idrovolanti e, segretamente, sottomarini “tascabili” con equipaggi di quattro uomini, armati di due siluri. Oggi i ruderi e l’intero territorio della piccola penisola , selvaggio, incontaminato

e ricchissimo di vegetazione, sono di proprietà della Fondazione Liliana & Michele Bettoni con sede ad Iseo, provincia di Brescia. Il presidente, Pietro Bettoni, intende recuperare l’area e le costruzioni realizzando una casa di riposo per anziani riservando un’area da destinare a museo. Un’iniziativa meritoria che dovrebbe essere apprezzata maggiormente dalle varie autorità locali, provinciali e regionali e per quanto possibile agevolata.

Il museo avrebbe quale argomento preminente il lavoro svolto a Montecolino dall’industria dell’ingegnere Gianni Caproni, conte di Taliedo. Non è dato sapere quali possano essere i reperti  da esporre. Dalle poche indiscrezioni emerse durante la recente visita, gentilmente autorizzata dal

A destra, Pietro Bettoni

2 agosto 2006 - A sinistra, l’inviato di www.stenos.it - A destra Pietro Bettoni, Presidente della Fondazione Liliana & Michele Bettoni

signor Bettoni, si è appresa l’esistenza di una notevole documentazione fotografica dell’epoca, mentre non si può escludere che la Famiglia Caproni disponga nel suo archivio di una specifica documentazione e

Capanone Montecolino

Montecolino, 2 agosto 2006 - Sopra e sotto: i capannoni oggi

Capanoni Montecolino

che sia disposta a concederla al fine di dare una veste consona all’iniziativa della Fondazione Liliana & Michele Bettoni e, al tempo stesso, testimoniare l’opera dell’Ingegnere come già avviene nel Museo “Gianni Caproni” di Trento.

Tra le eventuali fonti documentali e di dati e testimonianze tecniche anche gli archivi degli Uffici Storici delle Forze Armate, segnatamente dell’Aeronautica e della Marina. Senza dimenticare i possibili contributi di archivi privati, forse non adeguatamente conosciuti. Ovviamente oltre il lavoro connesso con il ripristino degli edifici e la loro sistemazione finalizzata alle nuove esigenze, la Fondazione

dovrà affrontare il non lieve compito della ricerca finalizzata alla creazione del sito museale. Indubbiamente un impegno non lieve, ma affascinante. 

Si ricorda che uno dei sottomarini realizzati in quegli anni (e collaudato nelle acque del lago d’Iseo) salvato dalla demolizione e restaurato, è attualmente esposto in una caserma di Trieste. Troppo azzardato ipotizzarne il trasferimento a Montecolino?

La visita al sito di Montecolino è stata favorita dalla disponibilità manifestata da Enzo Gatti scortato dai suoi tre grossi cani e conservatore dell’intera area. E’ stato così possibile visitare la galleria scavata nella viva roccia negli anni del conflitto e tuttora interamente percorribile. Il signor Gatti è appassionato di vela; naviga sulle acque del Sebino a bordo di una imbarcazione di sua creazione: un kajak trasformato in catamarano e dotato di un albero alto sei metri e di

sottomarino

SOPRA, sottomarino “tascabile” realizzato nel caniere di Montecolino negli Anni ‘40 - SOTTO: Idrovolante a Montecolino

Idrovolante

una grande vela. Nella sua <cantina>, tra le altre testimonianze di una vita

scivolo

SOPRA, lo scivolo di Montecolino - SOTTO: la galleria

Galleria

tuttora estremamente attiva e ricca di esperienze sportive, espone gli articoli pubblicati a suo tempo dal “Giornale di Brescia” e riguardanti Montecolino. Particolare menzione merita il servizio giornalistico con la testimonianza di un ex marinaio nativo della zona che all’epoca faceva parte dell’equipaggio del sommergibile che aveva il compito di attaccare, nel settembre 1943, il porto di New York proprio con i sottomarini tascabili costruiti nello stabilimento Caproni sul lago d’Iseo. Missione sospesa e annullata a seguito dell’armistizio dell’8 settembre.

 SOTTO: altre immagini di Montecolino ritratte il 2 agosto ‘06

 A DESTRA: Il custode di Montecolino, l’eclettico Enzo Gatti, che ha ideato alcuni scafi per kajak inaffondabili

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 A SINISTRA: Uno dei capannoni risalenti agli Anni ‘30

 A DESTRA: l’interno di uno dei capannoni di Montecolino

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 A DESTRA: La villa di Montecolino risalente agli Anni ‘30

SOMMARIO

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