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L’altra faccia del giornalismo: “Clandestino in Rai - Giornalista senza D.O.C.”

La Rai vista dall’interno. Senza filtri, senza censure, senza sudditanze. Un reportage scritto da un inviato speciale del Giornale Radio, il GR. Rai. La radiografia dell’informazione radiofonica del <servizio pubblico> vista da chi ne è stato protagonista sul fronte della cronaca interna e internazionale: rivoluzioni, guerre, traffico di armi e di stupefacenti, falsari, immigrazione clandestina, criminalità organizzata, prostituzione, riciclaggio, terremoti, alluvioni. Il racconto di quattro e più lustri in cui l’autore, Piero Baroni, traccia il profilo e la dimensione della lottizzazione, in cui, egli afferma, si intersecano protervia, emarginazioni e discriminazioni, dove agiscono la censura preventiva, la manipolazione, la mistificazione. Nel contempo, una testimonianza dal vivo dei retroscena, di quello che non poté essere trasmesso e portato a conoscenza della pubblica opinione. Per gentile concessione delle Edizioni Settimo Sigillo, possiamo anticipare uno degli argomenti chiave del libro di Baroni, (un lavoro ricco di

Libro

episodi, di aneddoti, di situazioni paradossali e grottesche, di rivelazioni, con un ampio ventaglio di personaggi visti senza il filtro del <palcoscenico>, con le testimonianze di alti ufficiali, in ruoli chiave della sicurezza e degli avvenimenti che caratterizzarono uno tra i periodi più convulsi del secolo scorso e condizionano tuttora gli accadimenti: il Generale Luigi Federici, ex Comandante dell’Arma dei Carabinieri, l’Ammiraglio Guido Venturoni, ex Capo di Stato Maggiore della Difesa ed ex Presidente del Consiglio Militare della NATO, il Generale Antonio Quintana, Comandante dell’Operazione Pellicano in Albania).

Il generale Goffredo Canino, da molto tempo residente a Parigi con la consorte, signora Monique, dopo dieci anni di silenzio, scanditi dai continui successi nelle azioni legali e giudiziarie intraprese a tutela della sua onorabilità (sentenze, osserva il generale Canino, ignorate dai mezzi d’informazione), ha concesso all’autore del libro (a suo tempo tra i collaboratori del Generale, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito) un’ampia intervista sull’intera vicenda, una intervista che contiene autentici colpi di scena, che apre scenari sino ad ora sconosciuti e indica i responsabili, gli strumenti, i metodi, il movente, gli obiettivi delle manovre intese a <farlo fuori>.

Eccone alcuni stralci:

<Finita la conferenza sono rientrato in ufficio e verso le quattro è venuto Monticone.

Così entriamo nel “caso Monticone”. Giugno 1992.

Arriva nel mio ufficio.

      -"Vuoi un caffè"?

      - “Nossignore".

      -"Che ti succede “Monti”? c'è qualche problema? Con me puoi parlare, come un fratello maggiore".

 Era già Generale di Divisione. E lui mi dice tranquillamente:

      -"Signor Generale, mi sono innamorato".

      - “Ah ... ti sei innamorato. Capita, capita".

Così entro per la prima volta nel <caso Monticone>.

      - "Chi è questa donna"? Monticone era sposato e aveva due figli. "Come si chiama"?

      - "Cristina Lucchini".

      - "Cristina Lucchini? Cristina Lucchini? Ma é parente, per caso, dei Lucchini di Brescia, quelli del tondino"?

      - "Si, rispose, è parente dei Lucchini".

      - "Ho capito. Cosa vuoi che ti dica, Sai, sono problemi strettamente personali. Una cosa però ti dico, caro “Monti”: tu sei sposato, hai una moglie, hai dei figli. Nell'ambito del nostro ambiente entro certi-limiti puoi anche essere innamorato, ma se vai oltre... ";

      - "Da mia moglie mi sono già separato... " ;

      - "Ti sei separato da tua moglie” ?!

      - “Di fatto, non vivo più a casa mia".

      - "Ah...ma.. Che intenzioni hai"?

      - "Signor Generale, ho incontrato la donna della mia vita".

Infatti... l'ha trovata la donna della sua vita...

(…)

Intanto la Donatella Di Rosa  ormai passata in pianta organica al Messaggero Veneto  il cui proprietario di allora, Dottor Melzi, sembrava avere una certa simpatia per la Lega Nord, proseguiva la sua allucinante campagna diffamatoria nei miei confronti attraverso i media mettendo insieme tutte le cose che ormai erano venute fuori, dal mafioso di Altofonte, al golpista in combutta con i terroristi di destra addirittura redivivi, al trafficante di armi e chi più ne ha più ne metta.In questo periodo la Di Rosa, infatti, aveva scritto un memoriale olografo, consegnato al Procuratore Vigna, nel quale denunciava un tentativo di Colpo di Stato che sarebbe dovuto avvenire nella primavera del 1994 da parte di un gruppo di Ufficiali che ruotavano, secondo lei, intorno al Generale Monticone (in realtà erano solo degli ignari commilitoni di Monticone durante il corso presso il Centro Alti Studi della Difesa CASD).Per dare più credibilità a questa storia fantastica, nello stesso memoriale indicava nell’ordine, come referenti di vertice per questo Colpo di Stato, il Generale Franco Angioni, il Generale Goffredo Canino Capo di SME e udite, udite, l’On. Leoluca Orlando. Ecco il salto di qualità; io ed il Generale Angioni, che un anno prima eravamo solo persone da non adire in quanto supposti amici di Monticone, eravamo ora, persone da coinvolgere.Era iniziativa della Signora Di Rosa, o la stessa era stata ormai reclutata contro di me?

(…)

Ritengo che non si sia trattato di un complotto nei miei confronti, ma piuttosto della convergenza degli interessi di singole parti (…) a mio avviso si identificano con alcuni rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri che avevano cominciato a considerarmi nemico per il mio atteggiamento negativo al riguardo dell’aspirazione dell’Arma a uscire dall’Esercito (…) un peso determinante lo ha avuto la Lega Nord (…) da parte di Bossi e della Lega in generale fu chiesta al presidente della repubblica Oscar Luigi Scalfaro, la mia testa (…) per effetto di una potenziale pressione da parte della Lega Nord che magari minacciava di far mancare la maggioranza al governo tecnico in carica…

(…)

La lettura del documento del Tribunale Militare di Roma (del 16 gennaio 1995) riportato integralmente in Appendice (numero 24) è quanto mai illuminante. Avrebbe meritato e ancora merita un’attenzione maggiore. Al di là della questione Donatella Di Rosa/ Monticone e annessi, vi sono affermazioni di decisiva importanza chiarificatrice con riferimento alla <posizione> del Generale Goffredo Canino. Affermazioni che avrebbero meritato e meritano, si ripete, una doverosa sottolineatura proporzionale alle accuse e ai giudizi espressi in precedenza, sulla base di illazioni e di calunnie.

A pagina 6 del documento si legge: “Particolarmente significativo è risultato l’esame del Ten. Matonti Giovanni, intimo collaboratore del gen. Monticone, il quale ha potuto ricostruire in maniera attendibile l’acquisto dell’orologio Longines che la Di Rosa ha dichiarato esserle stato regalato dal Gen. Canino, Capo di Stato Maggiore dell’Esercito all’epoca dei fatti, orologio, in realtà, lasciato nella disponibilità della donna dallo stesso Monticone (cfr. allegati al verbale di assunzione di informazioni in data 28.10.1993). Inequivocabili e concordanti elementi documentali a conferma della assoluta falsità della versione resa in proposito dalla Di Rosa sono stati forniti dallo stesso Gen. Canino, dallo Stato Maggiore dell’Esercito e dal difensore del Gen. Monticone”.

La lettura del documento è quanto mai utile al fine di avere un quadro esaustivo della personalità della donna. Di indiscutibile interesse le considerazioni finali del documento, ad esempio: “il preteso complotto contro le Istituzioni dello Stato si è rivelato del tutto inesistente”; “del tutto privo di riscontro è risultato l’incontro al quale avrebbe preso parte il Gen. Canino, mentre lo specifico episodio del regalo dell’orologio (vedi retro par. 3) ha costituito l’ennesima prova dell’incoerenza e contraddittorietà delle dichiarazioni della Di Rosa”. Circa il profilo psicologico della donna, il documento del Tribunale rileva la “propensione al mendacio manifestata dalla Di Rosa (che si presentava con nomi diversi e millantava parentele con un importante industriale di Brescia) segnatamente allorché si è spinta a negare, contro ogni evidenza documentale, che la sua frequentazione con il Monticone era arrivata al punto di condividere più volte, in vari alberghi, la medesima stanza”.

Clandestino in Rai - Giornalista senza d.o.c.”- di Piero Baroni (pp.gg. 606), Edizioni Settimo Sigillo, Europa Libreria Editrice Sas, Via Santamaura, 15 -  00192 Roma.

Tel. 06/39722155  Fax 06/39722166

 www.libreriaeuropa.it - e-mail ordine@libreriaeuropa.it

INDICE GENERALE DEGLI ARGOMENTI TRATTATI

PROLOGO

***

PRIMA PARTE

Al GR.1

L’AIDS (1987)

Intermezzo, il caffè delle 5 e un quarto

Baciamano a Nilde Jotti (1987)

Reagan a Villa Condulmer, (1987)

Disinformazione al GR.1, il giallo del sindacalista Farsetti (1983-84)

Coincidenze, Vitosha Hotel, Sofia

Un po’ di cronistoria. Il labirinto e i meandri, le spire della lottizzazione

Con 25 dollari alle Azzorre (1989)

Spigolature. Il ghetto delle notizie

Il dottor Khunz

Piani strategici

Wladimir Danilov, colonnello pilota sovietico, Pan Bingyao, capitano di vascello cinese

Statistiche

***

SECONDA PARTE

Quadretti

Smetti di parlarne o ti sparano nelle gambe

I gialli di Aviano

Il soldato serbo

Clandestini e dintorni

Le zattere di Hoxa

Il magistrato e i cinesi

Ma l’ANSA non ne parla

Cronaca dal vivo

Il comandante Sambo e un ministro (Andreatta) latitante

La giornalista stanca

Monsignor Ruppi: “Temo l’islamizzazione dell’Europa

Retroscena delle regole d’ingaggio

La costa delle illusioni

Missioni nel Golfo Persico

La prima stagione degli <speciali>

***

TERZA PARTE

Il <caso> Zanetti

Messaggio mafioso

Iva Testa e il <Moby Prince>

Reminiscenze

   Vigilia di Natale a Campobasso

    Ritorno a Bolzano

    Ciancimino a Rotello

    A bordo del “B.1B Excalibur”

    Romania: il pope è un uomo della Securitate

    Giochi di società a Costanza e lattine di Coca-cola

    Berlino trent’anni dopo

    Bruno Vespa, sconosciuto

    Susanna Agnelli e i russi

    <Le emergenze dei prossimi anni>

    Phoney Money (Aosta, 1996), lo <spartiacque>

    Traffico di organi

    Michele Cocuzza e l’Achille Lauro

    Demattè & Celli: attenti a quei due

    La seconda stagione degli <speciali>

***

QUARTA PARTE

La moviola nel cervello

- Interviste a Giulio Andreotti

- Il <Memorial> di Caen

- I bambini di Chernobyl

- Interpreti e spie

- Un riciclaggio intempestivo

---

Storie di alberghi e ristoranti

    -Il falcone di Dubai

    -La signora Teresa

    -Clandestina anche l’informazione

    -Il <puzzle>

    -Vigilia di Natale a Casa Ruggiero

    -I briefing di Aviano

    -Il terremoto

    -La <Uno Bianca>, come non si fanno le indagini

---

I casi della curiosità: Laura C. e Lino Caso

L’oro degli ebrei

Lady D.

***

QUINTA PARTE

I miei generali, i miei ammiragli

Elicotteri controcarro e missili <Milàn>

Avvertimenti ignorati

Inviato con le stellette

Vita di bordo

Quelli dell’Esercito

I <corpi separati>

Le <campagne> militari

In Albania con il Generale Antonio Quintana

Un comandante nato: l’Ammiraglio Guido  Venturoni

Generale Luigi Federici, l’Arma nel cuore

Generale Goffredo Canino, Onore e Beau Geste

***

L’EPILOGO

Le Walkirie

Carmen Lasorella e le banane della Somalfruit

Lezione di francese alla sede Rai di Bolzano

La prima volta di Lilly Gruber

Gli <altri>

Le persone che non avrei voluto conoscere

Conclusione

***

Appendice:

Documenti relativi all’intervista al Generale Goffredo Canino

Le pubblicazioni dell’autore

Indice dei Nomi

SOMMARIO

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