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PROGETTO CICLOPE

A Predappio lo Stabilmento Caproni tornerà a vivere con le sue gallerie del vento

servizio a cura di PIERO BARONI - Foto (a colori) di Fosca Colli

Video su stabilimento Caproni

ESCLUSIVO!!! IL Video sull’ex Stabilimento Aeronautico Caproni di Predappio (clik sul simbolo della cinepresa)

Lo stabilimento aeronautico Caproni di Predappio negli anni in cui era al suo massimo fulgore. Attualmente è in stato di abbandono, ma il Progetto Ciclope mira al suo recupero

Progetto di Laboratorio  scientifico nelle gallerie dell’ex stabilimento aeronautico Caproni

Archeologia industriale. Un viaggio nel passato. Così si può definire il panorama offerto dai ruderi dell’ex stabilimento dell’Aeronautica Caproni a Predappio, precisamente nella zona tra il paese,conosciuto anche come Predappio Nuova, e Predappio Alta, piccola appendice, un tempo unico  centro abitato (con le sue frazioni) della zona e sede comunale.

Due complessi distinti formavano l’opificio Caproni: il primo sulla destra della rotabile, addossato al fianco della collina sovrastante;una costruzione a più livelli dove si allestivano i velivoli (vedi foto); il secondo sulla sinistra  quasi di fronte- dove si erano realizzate due gallerie parallele, lunghe,

 ciascuna, centotrenta metri: gallerie del vento. Lo stabilimento sorse per volere dell’allora capo del governo, Benito Mussolini, inteso a fornire la sua terra natale di una sicurezza economica e di un certo prestigio, nonché di un avvenire sicuro.

Oggi la critica faziosa e facilona parla di “follia”, rimarca la riluttanza dell’ingegnere Caproni ( conte di Taliedo) nell’aderire alla richiesta del duce, tuttavia la medesima critica deve ammettere, suo malgrado, che nello stabilimento lavoravano in un migliaio, tecnici ed operai, cioè a dire l’intero Paese, che oggi conta circa seimila residenti. Inoltre le tecniche ebanistiche apprese e affinate all’epoca (gli aeroplani del tempo prevedevano parti in legno, anche pregiato) non sono andate completamente perdute. Infatti è tuttora operante proprio in un settore agibile del vecchio stabilimento, un laboratorio specializzato nella progettazione e costruzione di arredamenti di lusso per yacht  di alta classe. I materiali costruiti vengono poi trasferiti a Viareggio per l’allestimento. La ditta, l’Arte, si fregia di lavori effettuati anche per clienti esteri, ad esempio per gli Emiri del Dubai, sul Golfo Persico.

Lo stabilimento aeronautico Caproni di Predappio oggi: al momento è in preda al degrado. Dopo la sua chiusura ha ospitato, negli anni addietro, un allevamento di pulcini e una fungaia.

Lo stabilimento, diroccato, in completo abbandono e sostanzialmente fatiscente, non riscuote alcuna attenzione  ed è invaso letteralmente da vegetazione selvaggia, corroso dall’azione degli agenti atmosferici. In parte  trasformato in caotico e lugubre deposito di rifiuti. In un passato non molto lontano venne utilizzato per allevamento di polli e in seguito per coltivazione di funghi.

 Una fine ingloriosa e penosa per uno stabilimento nel quale si realizzavano velivoli da combattimento e da ricognizione. Quindi macchine di considerevole livello tecnico.

Non si può escludere che le amare vicende belliche e le sanguinose tragiche conseguenze abbiano

accentuato ulteriormente la china negativa subita dagli edifici che ora presentano un aspetto alquanto deprimente.

Un progetto aleggia, ma è impossibile prevedere se possegga qualche concreta possibilità di sviluppo positivo.

Si ipotizza l’utilizzo del sedime, un volta bonificato e ripulito, per la costruzione di un edificio destinato ad accogliere la sede di un museo internazionale della scienza aeronautica e di discipline  affini, con una qualche memoria  sia pur esclusivamente opportunistica e didascalica- riservata all’Ingegnere Gianni Caproni, pioniere storico dell’Aviazione,  artefice di velivoli (come i biplani trimotori da bombardamento che dominarono i cieli durante la Grande Guerra) che veramente hanno fatto la Storia e tuttora considerato, più all’estero che in Italia, con estremo rispetto e ammirazione nel mondo aeronautico che Egli, sin dal 1914, ha grandemente contribuito a far nascere e  progredire.

Per il progetto del Museo si ritiene necessario un investimento complessivo di almeno sedici milioni di Euro e per tale obiettivo si sono attivati contatti con enti, musei e strutture aeronautiche internazionali.

In questa cornice, nella quale non mancano sfumature di amarezza e persino di rimpianto per le occasioni perdute, e che racchiude  a dispetto dei detrattori in servizio permanente effettivo  uno scenario di intelligenza, coraggio, tenacia e creatività notevole, di ben diversa memoria, caratura e considerazione, oltre che di consapevolezza e riguardi- si stagliano non senza drappeggi di ambizione, le immagini di una nuova stagione di notorietà e di  successo per i resti di quello che fu lo stabilimento dell’Aeronautica Caproni di Predappio.

Pur avvolto nella discrezione,  e probabilmente meritevole di maggiore attenzione da parte delle autorità governative e della cosiddetta grande stampa, come pure di una sollecitazione più marcata nel suo progredire, il disegno ha una sua precisa connotazione e un profilo scientifico e tecnologico di

In queste foto in bianco e nero, lo stabilimento Caproni quando era attivo.

grosso spessore. Rinviando l’aspetto eminentemente tecnico a un testo specifico e qui trattando quello dell’idea e del movente che lo ha determinato, si può dire quanto segue:

Gli scienziati e i tecnici tra il molto che studiano e sperimentano affrontano anche le questioni connesse con il fenomeno della “Turbolenza”. In parole elementari, il fenomeno e le cause connesse con il moto di un oggetto nell’aria. Tra gli obiettivi (sempre con esposizione elementare) la ricerca della diminuzione dei consumi energetici oppure, all’inverso, la ricerca della individuazione di soluzioni atte a ottenere massima resa  con minimo consumo. Senza trascurare l’aspetto del minor inquinamento possibile.

Ebbene. Il campo dell’indagine vede impegnati settori scientifici di primarie università statunitensi, Princeton, Los Angeles, Chicago e altri Atenei,inglesi, svedesi, giapponesi e ovviamente italiani (Bologna e Roma).

Sino ad ora gli esperimenti non hanno consentito di raggiungere risultati soddisfacenti in assenza di un sito idoneo all’installazione e alla strutturazione di laboratori e apparati indispensabili per ottenere il necessario flusso di aria nelle condizioni opportune. Il progetto classificato CICLoPE si trova quindi in stand bay. Dopo le delusioni negli Stati Uniti, gli scienziati hanno tentato di risolvere gli aspetti tecnico-logistici in Svezia, ma senza esito.

SOPRA lo stabilimento Caproni quando era attivo. - SOTTO: La facciata oggi è in decadenza. Al centro del complesso è tutt’ora ben visibile la grande M (=Mussolini)

SOPRA: la facciata oggi vista da un’altra agolatura

Ad un certo punto qualcuno ha suggerito che un sito utile si sarebbe potuto rinvenire a Predappio, precisamente utilizzando l’ex stabilimento Caproni.

Il sopralluogo e gli esami preliminari pare abbiano fornito risposte incoraggianti al punto che sono stati stanziati i primi fondi (495.000 Euro) per riattare una delle due gallerie. Ora si attende il finanziamento per portare anche la seconda galleria ad un livello di valido utilizzo. Il Demanio, proprietario delle due gallerie, ha dato in  uso gratuito il sito all’Università. Si nota, tuttavia, la mancanza di un coinvolgimento  ai massimi livelli ministeriali e governativi. Una conferma indiretta del fatto che la ricerca scientifica in Italia è considerata se non inutile, almeno poco più di un esercizio di intelligenza fine a se stesso. Nell’auspicare il successo dell’iniziativa, è dovere dell’informazione, nelle sue varie forme e metodologie, far circolare la notizia e quanto ad essa si collega.

Vi sono, Infatti, validi motivi per ritenere che le due gallerie costituiscano la sede utile al conseguimento dei risultati ai quali scienziati di primo rango nel mondo della comunità scientifica internazionale tendono da tempo. Con quale riflesso per Predappio, e per l’Università di Bologna, è sin troppo evidente.

Venerdì 9 ottobre è in calendario, nella località romagnola, un  summit scientifico ad alto livello con la partecipazione delle autorità istituzionali per fare il punto del programma e così tratteggiarne gli ulteriori sviluppi.

A quanto pare, quindi, le gallerie dell’ex stabilimento dell’Aeronautica Caproni stanno emergendo da un oblio durato oltre mezzo secolo e sembrano proiettate verso una nuova stagione di prestigio, proponendosi, con sfumature d’orgoglio, all’attenzione del mondo scientifico.

Era un “Centro d’Eccellenza” aeronautico

Il Capo del Governo aveva in animo di realizzare un programma di industrializzazione del territorio forlivese e lo stabilimento dell’Aeronautica Caproni costituiva, nelle intenzioni, uno dei poli trainanti.

La nuova fabbrica, raccontano alcune ricerche sull’argomento, sorse nell’area dove pochi anni prima la Società Anonima Zolfi di Torino estraeva  macerava lo zolfo; la nuova struttura industriale  avviò la propria attività nel 1935, con un oirganico formato da seicento operai impegnati nella costruzione di trimotori Savoia-Marchetti S.M.81 Denominati 2Pipistrello”, bombardieri che furono

fortemente impegnati poi sia nella campagna in Abissina del 1935-1\936, sia in Spagna e in parte nel primo periodo della seconda guerra mondiale, pur se ormai obsoleti e nettamente inferiori a tutti i velivolo impiegati in quel ruolo.

Vi è da notare, tuttavia, che i trimotori erano realizzati in legno su scheletro metallico; i sottosistemi prodotti, ali e fusoliera venivano poi trasportati all’aeroporto di Forlì e colà assemblati e finiti, e collaudati nella fase del volo di prova.

Nella’mito della politica aziendale, accadde che nel quadro della politica aziendale, lo stabilimento si concentrò nella produzione di velivoli Caproni Ca.164, velivolo da addestramento. Un anno più tardi, a integrazione di quanto si attuava a Predappio, venne  realizzata nella vicina Meldola la seconda industria militare del forlivese, l’Officina Meccanica S.A. Scipione Innocenti ( fondata dall’omonima azienda bolognese) che lavorava nel campo della revisione dei motori per aviazione e produceva parti di ricambio, tecnicamente classificati quali “pezzi di rispetto”. Oltre ciò, l’ebanisteria bolognese

SOPRA: L’hangar quando venivano prodotti aerei dall’industria Caproni a Predappio

SOPRA: L’entrata di una delle due Gallerie del vento che il Progetto Ciclope mira a utilizzare per studi altamente tecnologici - NELLE ALTRE FORO: Come versa attualmente l’ex stabilimento Caproni

Castelli assicurava con maestranze specializzate la realizzazione delle parti in legno.

Dopo l’entrata in guerra, nonostante l’ampliamento del complesso industriale, la produzione conobbe una sostanziale contrazione. Si realizzò un numero esiguo di velivoli da caccia Falco II Caproni-Reggiane Re.2001, la cui costruzione era interamente metallica, c0oncentrata esclusivamente negli stabilimenti della Reggiane a Reggio Emilia, azienda sempre del Gruppo Caproni. Nel 1942, l’organico dell’Aeronautica Caproni di Predappio raggiungeva le 1-400 unità, tra impiegati e operai. Altri 200 dipendenti lavoravano nell’area del’aeroporto di Forlì.

Un ultima notazione riguarda quanto venne realizzato a favore della sistemazione dei dipendenti e delle loro famiglie: Dalle fonti disponibili ( e notoriamente incomplete e volutamente riduttive) si evidenziano: un sistema di costruzioni dislocate all’intorno, in gran parte distrutte, consentiva lo svolgimento di un sistema di servizi necessari alla vita della fabbrica: ad esempio la casa di “Masone”, una villetta in stile tirolese costruita in otto giorni e donata dagli operai all’ingegnere Gianni Caproni a memoria del suo luogo di nascita, luogo che fungeva da biblioteca per il dopolavoro; un piccolo campo di volo idoneo solo all’atterraggio del velivolo tedesco FIESELER Fi 156 STORCH,   e gli ancora oggi celebri Tunnel, scavati sotto la collina antistante la fabbrica, dove poter trasferire le lavorazioni in caso di bombardamenti. Oltre ciò, facevano parte del complesso industriale Caproni, le villette per gli impiegati costruite lungo la strada che da Predappio Nuova porta allo stabilimento, le casette operaie sul modello “Pater” oltre il fondo Varanello, verso il cimitero di S. Cassiano e, infine, il “Palazzo dell’ Aeronautica CAPRONI”, tuttora presente e utilizzato, costruito lungo il corso principale di Predappio.

Quale possa essere il giudizio ( che meriterebbe una indagine ben più ampia), lo Stabilimento dell’Aeronautica Caproni di Predappio e tutto ciò che attorno ad esso ruotava, aveva dato alla gente del luogo, sicurezza economica, dignità e financo soddisfazione. L’aver perduto la guerra non può certo diminuirne il significato e soprattutto l’ispirazione.

Il Progetto Ciclope, se ne parlerà il prossimo 9 ottobre in un convegno internazionale a Predappio

Venerdì 9 ottobre 2009, a Predappio si terrà la giornata del CICLoPE, una giornata di presentazione del progetto allo scopo di far conoscere alla comunità, non solamente scientifica, quali siano le finalità, le caratteristiche principali che lo rendono così peculiare e lo status attuale del progetto. Con queste parole il professore Alessandro

SOPRA: Il Sindaco di Predappio, Giorgio Frassineti, si sta battendo per il recupero dell’ex stabilimento aeronautico Caproni

 Talamelli, responsabile scientifico del progetto denominato appunto CICLoPE (Centre of International Cooperation in Long Pipe Experiments) dell’Alma Mater Studiorum, Università di Bologna, ha affrontato l’esordio dell’argomento nel testo dell’invito/informativa. Alla giornata saranno presenti lo staff progettuale, il professor Franco Persiani- da sempre sostenitore del progetto -  e alcuni prestigiosi membri del consorzio scientifico internazionale, il professore  Henrik Alfredsson del Royal  Institute of Technology di Stoccolma e il professore Hassan Nagib dell’Illinois  Institute of Technology di Chicago.  Il professore Talamelli ha così illustrato il movente dell’iniziativa: è legata alla conclusione di alcune fasi fondamentali inerenti alla realizzazione del progetto complessivo; in primo luogo sono terminati, grazie ai fondi regionali “Obiettivo 2”, i lavori di ristrutturazione dei tunnel ex Industrie Caproni (Cosiddetto I Lotto); sono stati quindi conclusi ed approvai i progetti esecutivi sia del Laboratorio, con i suoi sistemi principali, sia della sofisticata sperimentale (la galleria del vento)che verrà ospitata all’interno delle gallerie. Infine proprio in concomitanza con la giornata del 9 ottobre, dovrebbe essere in fase di messa a punto la gara che assegnerà il compito della realizzazione del Laboratorio, resa possibile dal finanziamento aggiuntivo recentemente stanziato dal Consiglio di Amministrazione dell’Ateneo.

Il docente ha inoltre precisato che l’organizzazione di < un momento pubblico e solenne> è apparsa particolarmente opportuna a tutto il Comitato scientifico del progetto in quanto, in concomitanza con l’avvio della suddetta gara d’appalto per il

completamento dei lavori di sistemazione delle gallerie (cosiddetto II lotto), si comincerà ad assemblare la galleria del vento,  quasi interamente acquistata con i fondi erogati dal CIPE e pertanto il Laboratorio potrà entrare nella fase di messa a punto finale.

La giornata del prossimo 9 ottobre si articolerà in due fasi e si svolgerà presso i locali gentilmente messi  a disposizione dall’Amministrazione comunale di Predappio.Vi saranno interventi di quanti hanno permesso, con il loro preziosissimo contributo, di far decollare l’iniziativa. Saranno invitati le autorità dell’Alma Mater, il Magnifico Rettore Professore Pier Ugo Calzolari, il Pro Rettore alle sedi decentrate, professore Guido Gambetta,il Polo Scientifico didattico nella persona del Presidente, professore Paolo Zurla e il preside delle Facoltà di Ingegneria Professore Enrico Sangiorgi, l’Assessore regionale alle attività produttive Dott. Duccio Campagnoli, il Sindaco di Predappio Dottor Giorgio Frassineti e quello di Forlì Prof. Roberto Balzani.

E’ prevista una visita dei tunnel. Dopo un rinfresco che si terrà a Predappio Alta, nel pomeriggio, sempre del 9 ottobre, sono previste alcune attività rivolte al mondo accademico; saranno presentati alcuni risultati di progetti di ricerca svolti in laboratori stranieri, specificatamente dedicati al progetto CICLoPE,  e questo a testimonianza dell’interesse internazionale che il progetto suscita.

Obiettivo non secondario dell’iniziativa e dei suoi contenuti di comunicazione e informazione, sarà quello di rendere noti  l’attività, le finalità e gli sviluppi del progetto.

SOTTO: La facciata dove spicca la grande M (=Mussolini)