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S t o r i a

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I RETROSCENA DELLA STORIA,

UNA VICENDA DI AEROPLANI

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Per chi si chieda quali segreti si celino nelle pieghe della Storia e di quante vicende siano stati trascurati o trattati sbrigativamente risvolti apparentemente irrilevanti o trascurabili, raccontiamo brevemente, rispetto a quanto l’argomento meriterebbe, cosa accadde nelle Officine Reggiane, di Reggio Emilia appunto, tra il 1940 e il settembre 1943. 

 Le Officine Meccaniche Reggiane del Gruppo Industriale Caproni erano proiettate nel futuro. Tra le varie attività svolte in campo

aeronautico, il settore di ricerca e sviluppo di punta era totalmente impegnato nello studio di un velivolo da caccia con motore a reazione, un aviogetto. Nel settembre 1943 la costruzione del prototipo, il Caproni-Reggiane Re 2007, era giunta al 70% dell’intero programma. 

Le Officine Meccaniche Reggiane erano entrate a far parte del Gruppo Industriale Caproni alla fine del 1935, dopo aver operato sino a quel momento in molteplici attività in campo industriale sotto il controllo statale. Come altre ditte italiane, la “Reggiane” si era già cimentata nella produzione aeronautica durante la Grande Guerra, costruendo, su licenza, nel periodo 1917-1918, un contingente di bombardieri Caproni 600 HP.

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Con la fine del primo conflitto mondiale l’attività aeronautica delle “Officine Reggiane” cessava per riprendere nel 1936, quando, per iniziativa del Conte Ingegner Giovanni Caproni di Taliedo, gli stabilimenti ripresero la costruzione del bombardiere veloce P32bis

Con la fine del primo conflitto mondiale l’attività aeronautica delle “Officine Reggiane” cessava per riprendere nel 1936, quando, per iniziativa del Conte Ingegner Giovanni Caproni di Taliedo, gli stabilimenti ripresero la costruzione del bombardiere veloce P32bis (derivato da progetti elaborati dalla Piaggio) e del velivolo da primato Ca 405 Procellaria. Nel 1938 la “Reggiane” iniziò la costruzione su licenza del trimotore Savoia Marchetti S.M.79 Sparviero e l’Ufficio Progettazione diede il via alla realizzazione di una serie di eccellenti caccia monoposto (Re.2000  Re.2001  Re.2002  Re.2003  Re. 2005)

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Dal momento in cui  l’ingegner Caproni aveva assunto  il controllo dell’azienda, la produzione aeronautica era divenuta predominante e il numero dei dipendenti subiva un forte incremento: 1.000 nel 1935, 5.000 nel 1949, 11.500 nel 1942.

Lo spessore  industriale delle “Reggiane” sotto l’impulso concettuale e dirigenziale dell’ingegner Caproni si concretizza nelle seguenti innovazioni tecnologiche conseguite in campo aeronautico:

Costruzione di velivoli a guscio con ali stagne

Impiego di ACLAD

Radiatori intubati nell’ala

PROGETTAZIONE DI AEREI CON PROPULSIONE A GETTO

Progettazione di velivoli commerciali per il trasporto su rotte atlantiche

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Utilizzo di maschere rotanti nel processo produttivo.

Il campo della produzione aeronautica era suddiviso nei seguenti settori:

  • progettazione e costruzione di velivoli propri, iniziate con il monoplano da caccia Caproni-Reggiane Re. 2000
  • costruzione di velivoli su licenza (P.32 bis e S.M.79)
  • costruzione di motori su licenza
  • costruzione di motori di propria progettazione (RE 103  RE 105).

Modelli di aerei costruiti:

P.32 bis, 2

Ca 405,  2

S.M.79,  349

RE 2000 per l’Aeronautica svedese, 60

RE 2000 per l’Aeronautica ungherese, 60

RE 2001, 237

RE 2002, 225

RE 2003, 2

RE 2005,  37

RE 2006, 1

RE 2007,  1 (completato al 70% prima dell’armistizio dell’8 settembre 1943)

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Costruzione di motori su licenza (periodo 1936-1943)

Piaggio PVII (C/16  C/35  C/45)   1.231

Fiat A-74 R.C.38                                1.722

Piaggio p. XI bis                                 1.121

Totale 4.047

Costruzione di motori originali

RE 102 R.C.50/1

RE 103 R.C.40/1

RE 105 studio e costruzione sperimentale

Studio di motore RE 104 R.C.48/D,  1.100 HP al decollo

Studio di motore 18 cilindri in linea, 1.500 HP al decollo.

Tra i velivoli più avanzati ( ma sottovalutati dalle competenti autorità ministeriali) il Caproni-Reggiane Re.2006 (DB205), il Caproni-Reggiane Re.2007,e il progetto del Caproni-Reggiane Re.2008. Ancora prima (1939) dalla Officine “Reggiane” uscirono il Caproni-Reggiane Re.2000 e le sue evoluzioni, sino al Re.2005, giudicato dagli esperti internazionali il più bel caccia della seconda guerra mondiale,  giunto in linea troppo tardi per una concatenazione di cause ( anche paradossali, estranee all’azienda). Le caratteristiche salienti del Caproni-Reggiane Re.2005 “Sagittario” sono sufficienti da sole a indicarne il livello e la validità operativa qualora il velivolo fosse stato disponibile (e lo poteva essere in tempi utili): velocità massima 678 km/h a 2.000 metri di quota. Quota massima operativa 12.000 metri. Autonomia km 1.250. Armamento: 2 mitragliatrici e 3 cannoni da 20 millimetri. Equipaggio una persona.

Alcune pubblicazioni specialistiche affermano che il velivolo a getto Caproni-Reggiane Re. 2007 “rimase sulla carta”. Il che non risponde alla realtà dei fatti. Ci si riferiva a questo accennando alla superficialità e ai criteri sbrigativi utilizzati nel trattare certi argomenti. E’ opportuno chiarire che quello in via di completamento alle “Reggiane” era “un caccia a reazione con turboreattore Jumo 004/B”, (il motore che potenziava il celebre aviogetto tedesco, l’unico operativo durate la seconda guerra mondiale, il Messerschmitt Me 262). Si è già precisato che la costruzione del Re.2007 giunse al 70% . 

L’aviogetto progettato nelle Officine Reggiane ha  un rilievo straordinario anche se non adeguatamente evidenziato. Osservando attentamente il disegno, un esperto di aeronautica rileva la straordinaria somiglianza con la linea del caccia americano North American F-86 Sabre.

Il prototipo del velivolo statunitense (XP-86) volò la prima volta l’1 ottobre 1947 presso la base aerea di Ewards in California. Il “Sabre” sarebbe stato il primo aereo da caccia americano a superare la velocità del suono (26 aprile 1948). Designazione del primo “Sabre” di serie P-86A-1. L’1 giugno la denominazione fu cambiata (nuova classificazione dei velivoli da caccia); la P di Pursuit (Inseguimento) venne sostituita dalla F di Fighter (Combattente).

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Si deve aggiungere, a questo punto, che il progetto dell’aviogetto che divenne il “Sabre”, avversario mortale dei MiG sovietici durante la guerra di Corea (il velivolo era soprannominato “MiG Killer”), era stato avviato nel 1944. E’ importante precisare che autorevoli specialisti affermano quanto segue: “Solo a conclusione del conflitto, quando le ricerche germaniche e italiane

passarono nelle mani dei vincitori, la North American decise di modificare radicalmente il progetto del nuovo caccia e di adottare un’ala a freccia”.

Come sempre sono le date a porre i punti fermi nei fatti:

*settembre 1943, l’aviogetto Caproni-Reggiane Re.2007 dotato di turboreattore Jumo 004/B è costruito per il 70%;

*1944: avvio del progetto del velivolo propulsione a getto XP-86 da parte dell’industria aeronautica statunitense North American;

*aprile 1945: gli alleati entrano in Reggio Emilia…

*Poco tempo dopo la North American “decide di modificare radicalmente il progetto del nuovo caccia…”

E’ opportuno citare quanto scritto da Igino Mencarelli nell’opuscolo ( di diciassette pagine) che l’Ufficio Storico dell’Aeronautica Militare Italiana nel 1969 ha dedicato a  “Gianni Caproni”.

“Nel tratto di tempo strettamente bellico ( 2^ G.M.) l’ingegnere trentino promosse la progettazione e la costruzione fra velivoli sperimentali e di serie, di 20 diversi modelli; fra essi meritano particolarissimo cenno i monoposti da caccia realizzati dalla “Reggiane”. Gioielli di meccanica erano i modelli denominati “Re.2000”, “Re.2001”, “Re.2005” e “Re.2006”. (Il “Re.2007”, primo aerocaccia con motore a getto, rimase allo stato di prototipo. Se ne impadronirono nel 1945 gli inglesi). Bene armati, manovrieri, arrampicatori, velocissimi, codesti apparecchi furono, per concorde parere di tecnici e piloti italiani e tedeschi, qualificati nettamente superiori ai velivoli congeneri di etichetta germanica, britannica e americana. Il “Re.2005” - ”Sagittario”  ad esempio  raggiungeva un plafond di 12.000 metri, saettando alla velocità, eccezionale per il tempo, di 678 chilometri l’ora. Purtroppo non furono “comprese” in tempo le qualità degli splendidi aerocaccia, ed allorquando sopravvenne la comprensione era ormai troppo tardi”.

L’ingegnere Gianni Caproni, forte delle esperienze nei contatti  con le autorità governative, aeronautiche e industriali accumulate nella sua trentennale esperienza (dal 1910 al 1939), edotto dei retroscena, oscuri, subdoli, infidi annidati e rigogliosi nelle <retrovie>,  “nei giorni in cui si profilava la partecipazione dell’Italia alla guerra, (quale) magna pars e cervello animatore del grandioso complesso industriale, che pur era specializzato nella costruzione di apparecchi e di ordigni bellici, si adoperò, con tutte le sue forze, affinché il Paese conservasse la neutralità; ebbe in proposito colloqui, alle volte drammatici, con eminenti personalità militari e politiche del tempo. Non fu ascoltato”.

Non sarà inutile, a maggior conforto di quanto sopra indicato in merito alla serie di velivoli da caccia, Re.2000 e sua evoluzione, aggiungere ulteriori particolari:

primo volo del prototipo 24 maggio 1939, velocità max 530 Km/h a 5000 metri di quota. Nel mese di agosto di quell’anno collaudo a Guidonia dove erano presenti alcuni velivoli della Luftwaffe, tra cui tre Messerschmitt Bf.109E, il miglior caccia di quel periodo in forza all’Aviazione germanica. I voli di combattimento finti tra il caccia tedesco e il Re.2000 si risolsero sempre con esiti favorevoli al velivolo italiano. Inoltre il caccia Re.2000 viene messo a confronto con il CR.42 (Biplano Fiat). Il Biplano Fiat risultò nettamente surclassato, ma la Regia Aeronautica scelse il CR.42 che aveva una velocità inferiore di ben 90 chilometri/ora rispetto al Reggiane Re.2000. Infine l’Inghilterra, ovviamente informata delle prestazioni del caccia Re.2000, avviò negoziati con l’Italia per acquistare 1.000 esemplari dell’aereo. Nel gennaio 1940 il governo di Londra trasmise un ordine, fermo, di 300 caccia Re.2000. Anche se il movente era di natura politica, il solo fatto che la RAF, dopo aver sperimentato lungamente il velivolo italiano, avesse deciso di acquistarlo, avrebbe dovuto suggerire qualcosa al governo e alla Regia Aeronautica. Il solo fatto che gli inglesi  lo avessero studiato e provato, oltre ai risultati conseguiti nei finti duelli a Guidonia, sarebbe dovuto servire per una valutazione meno superficiale da parte dei tecnici aeronautici militari italiani. Invece accadde tutto il contrario. In sostanza la Regia Aeronautica entrò in guerra il 10 giugno 1940 con velivoli da caccia più lenti e meno armati rispetto a quelli della RAF, soprattutto puntando sul biplano CR.42, aereo con una tecnologia risalente al 1918, mentre trascurò il Reggiane Re 2000 e le serie successive, ad esempio il Reggiane Re.2001 ( primo volo luglio 1940) che durante le prove di collaudo, agosto 1940 a Guidonia, raggiunse la velocità di 563 Km/h. Il caccia base inglese di quel medesimo periodo (Hurricane, nel 1940 velocità max 518 Km/h, nel 1941 velocità max 545 Km/h), non erano superiori. Il Biplano Fiat, è bene precisarlo, arrancava a 440 Km/h.

SOMMARIO

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