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NAVIGARE NECESSE EST

Da un’indagine risulta che la nautica da diporto disporrà in Italia prossimamente di una serie di eccellenti approdi. Dopo una lunga fase di stanca, disinteresse sostanziale, provvedimenti marginali e sovente confusi, realizzazioni inadeguate, pare si sia di fronte ad una svolta significativa. Tra i promotori del cambio di marcia, vi sarebbe, in primo luogo, il presidente dell’Ucina, l’Unione nazionale cantieri e industrie nautiche e affini, Paolo Vitelli, numero uno del gruppo Azimut-Benetti. Entriamo subito nel merito indicando cosa si sia fatto, si stia realizzando e quali i progetti in attesa de via ai lavori: a Varazze, dopo una attesa protrattasi per un quarto di secolo, sono disponibili parte degli 800 posti barca costruiti. L’impianto comprende tutta una serie di servizi: appartamenti, negozi, ristoranti, ormeggi per barche da 10 a 35 metri. Un posto barca, a quanto si apprende, costa 8 mila euro all’anno e circa 120 mila per un affitto della durata di quindici anni.

Dopo Varazze, Imperia, dove sono in corso i lavori per il nuovo porto turistico. La conclusione è prevista per il 2009 e si dovrebbe avere uno degli approdi più rilevanti dell’intero Mediterraneo con circa 1400 posti barca. Ancora la Liguria con Lerici che festeggia i dieci anni di attività arricchendo la sua offerta con 40 nuovi posti barca. Un approdo questo nelle vicinanze di La Spezia che si segnala per l’offerta di centro commerciale, piscina, ristorante, beauty farm. Il livello degli approdi, la cornice di servizi, l’eleganza dell’insieme, attira ovviamente clientela di rango e favorisce la concorrenza nei confronti dell’estero. Scendendo lungo la penisola si incontra Marina di Stabia, inaugurata quest’anno con la disponibilità di circa 400 posti barca sul totale previsto di 1400. Fonti dell’assessorato al turismo della Campania affermano che entro il 2008 la regione offrirà 20 mila posti barca, di cui circa 7 mila nuovi. Nel progetto rientra l’approdo di Marina Arechi, con una offerta di mille ormeggi, nelle vicinanze di Salerno. Da parte sua la Calabria è impegnata nella costruzione di otto nuovi porti e nella ristrutturazione di quelli già disponibili. L’Adriatico che già dispone di 45 mila ormeggi, dovrebbe aggiungerne 8 mila entro il 2010: Tra i progetti quelli di Bisceglie e di Polignano a Mare, quest’ultimo operativo, precisano le fonti, dalla prossima stagione. Tra le cosiddette perle dell’Adriatico in fatto di porti turistici, il Vento di Venezia, situato nell’Isola di Certosa, non distante da piazza San Marco.

Ancora in Adriatico: l’ampliamento dei porti turistici di Ravenna, Porto San Rocco, Muggia nelle vicinanze di Trieste e quello di Pescara, e la disponibilità degli approdi a Marina dei Cesari a Fano.

Meritano di essere citati i porti turistici di Cala de’ Medici, il nuovo porto di Castiglioncello (Livorno), con 650 posti barca sino a 30 metri, Marina di Riposto, il porto dell’Etna, con 366 posti barca da 8 a 40 metri, prossimamente collegato direttamente con l’aeroporto di Catania; a Genova il Molo Vecchio può ospitare 158 barche, mentre il Porto Antico ne accoglie 250. Il nuovo bacino di Genova Aeroporto dispone di 700 ormeggi dei quali un centinaio idonei all’ormeggio di barche da 30 a 90 metri. Sulla costa tirrenica della Sicilia, Porto Rosa offre ospitalità ad imbarcazioni sino a 35 metri e in totale dispone di 680 ormeggi. Porto San Rocco della citata località di Muggia (Trieste) si segnala per la capacità di ospitare 525 imbarcazioni. In Calabria il porto turistico di Tropea con 620 ormeggi e un cantiere è il più importante della regione.

Secondo gli esperti del settore, all’Italia servirebbero altri 50/70 mila posti barca, con ciò sostenendo che il nostro paese non dispone di un sistema portuale turistico adeguato e proporzionale all’estensione delle sue coste (circa 8000 chilometri) e al rilievo della sua zona geografica. I cantieri italiani sono circa 800, sono i primi in Europa (la maggior parte della produzione va all’esportazione) e fatturano il doppio di tutti i cantieri di tutti i paesi europei messi insieme e sono vicini al fatturato degli Stati Uniti d’America. L’Italia, inoltre, è al quarto posto in Europa per i posti barca dopo Regno Unito, Francia e Svezia. 400 mila le barche, un centinaio di porti turistici, ma poco meno di 130 mila gli ormeggi. Che ci sia molto da fare in un mercato in sviluppo a livello mondiale e interno è fuor di dubbio.

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