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- “Mata Hari, una Spia o una Vittima?” (“Mata Hari, a Spy or a Victim?” - "Mata Hari, un Espion ou une Victime?" - "Mata Hari, una Espía o una Víctima?" - "Mata Hari, ein Spion oder ein Opfer?")

- “6 Giugno 1944, il D-Day, lo Sbarco in Normandia” (“June 6 th 1944, the D-Day, the Unloading in Normandie” - “Le 6 juin 1944, le D-Day, le Débarquement en Normandie" - "El 6 de junio de 1944, el D-Day, el Desembarque en Normandía" - "6. Juni 1944 der D-Day die Ausschiffung in Normandie")

- “Gianni Caproni, il padre dell’Aeronautica italiana” - Gianni Caproni, the father of the Italian aeronautics - Gianni Caproni, el padre de la aeronáutica italiana - Gianni Caproni, der Vater der italienischen Luftfahrt - Gianni Caproni, le père de l'Italienne aéronautique

Anzio - Nettuno

(pagina a cura di Fosca Colli

28 MARZO 20101

Grande successo della conferenza su Caravaggio al Museo Civico Archeologico. L’artista americano Edward Hopper sarà il protagonista del prossimo incontro. La grande affluenza e partecipazione del pubblico di Anzio a questa nuova iniziativa del Museo Civico Archeologico sottolineano il valore e l’importanza del dialogo che il Museo ha sempre intrattenuto con l’arte moderna e contemporanea.L’interessante conferenza tenuta al Museo Civico Archeologico martedì 23 marzo da Livia Guidolin e Adriana Pollastrini, prelude ad una visita organizzata dal Museo alla mostra Caravaggio, attualmente in corso alle scuderie del Quirinale.Il prossimo incontro in questa serie di dialoghi sull’arte sarà incentrato sulla figura del grande pittore americano Edward Hopper.La visita alla mostra Caravaggio è programmata per il 18 maggio 2010; la data è da confermare. Chi fosse interessato a partecipare alla può contattare il Museo Civico Archeologico utilizzando i seguenti recapiti: museoarcheologico@comune.anzio.it 06.98499484

La “Capo d'Anziomette in mora la Regione e il Ministero per ottenere il rilascio della concessione per il nuovo porto. Pronta anche la richiesta di risarcimento del danno. Un atto di intimazione e diffidanei confronti della Regione Lazio e del Ministero delle infrastrutture e trasporti affinché si chiuda il procedimento di rilascio della concessione demaniale per il nuovo porto di Anzio. Lo ha consegnato agli ufficiali giudiziari affinché venga notificato il legale della società pubblica (61% Comune di Anzio, 39% Italia Navigando) che nel 2005 ha avviato l'iter per la realizzazione del porto previsto dal piano di coordinamento regionale e dal piano regolatore portuale vigente.Dobbiamo tutelare un percorso fatto, una società pubblica che ha investito dei soldi spiega il presidente, Luigi D'Arpino e che da questa inspiegabile situazione sta subendo un danno. Nell'atto si ricorda il percorso compiuto dalla Capo d'Anziodalla richiesta di concessione del 10 marzo 2005 alla conferenza dei servizi del 18 febbraio 2009, passando per le osservazionidi legge, i pareri previsti e altre due conferenze dei servizi. Secondo la società “il procedimento aperto a seguito della domanda si è concluso quanto all'approvazione del progetto, avvenuta nella seduta della conferenza dei servizi del 18 febbraio 2009, con determinazione definitiva e inoppugnabile. Secondo il Dpr 509/97 (la cosiddetta legge Burlando) l'amministrazione competente è tenuta a rilasciare un formale atto di concessione entro trenta giorni, ma pur considerando la natura ordinatoria di detto termine, il procedimento amministrativo iniziato da tempo non può essere tenuto in sospeso in mancanza di fondate e legittime motivazioni. Secondo la diffida Ministero e Regione appaiono alternativamente responsabili della mancata conclusione del procedimento e quindi dei ritardi dell'avvio dei lavori e delle conseguenze pregiudizievoli per gli interessi della società. Da qui l'intimazione al rilascio della concessione e la diffida a farlo entro trenta giorni. Cosa che difficilmente avverrà, al punto che si avverte in difetto si darà corso all'azione giudiziaria anche per il risarcimento del danno.

ACQUA PUBBLICA: IN PIAZZA PERSONE VERE, CONTRO LE “SAGOME” DI CHI VUOLE LE BANCHE PADRONE DELLA NOSTRA VITA. Comunicato Ufficio Stampa e Comunicazione Circolo “Ernesto Che Guevara”: Ieri, 22 marzo, era la Giornata Mondiale dell’Acqua, indetta per sensibilizzare il mondo sui rischi che corrono quelle popolazioni, stimate in un miliardo di persone, che ancora oggi bevono quella non potabile, perché non hanno altro. In Italia questa Giornata cade a poche ore dalla riuscita manifestazione di Roma, su iniziativa dei Comitati che chiedono la ripubblicizzazione dell’Acqua, dopo l’approvazione del famigerato Decreto 135/09; 200.000 persone vere, venute a manifestare a proprie spese un diritto vero, veramente sottrattogli dal Governo di chi, invece, in un’altra piazza, portava un po’ di gente, affittata per 100 euro e una colazione al sacco, sparando numeri a casaccio, prontamente smentiti dalla Questura.Nella piazza vera del 20 marzo c’eravamo anche noi, insieme al Segretario Ferrero, al Consigliere regionale Ivano Peduzzi, a quello comunale di Anzio Colantuono e a molti iscritti al Circolo, Segretario Busiello in testa.Non è, infatti, da oggi che Rifondazione Comunista, a tutti i livelli, si batte per riportare la gestione dell’acqua in mano pubblica. Per quanto riguarda Anzio è una lotta che nasce nel 2002, con l’avvento di Acqualatina, e che non si è mai fermata; naturale, quindi, l’adesione al Comitato Acquapubblica Anzio Nettuno, nato recentemente e già organico alla più grande iniziativa nazionale.Sull’Acqua sono stati fissati gli equilibri delle solite multinazionali, che da qualche tempo hanno “fiutato” il business; non a caso lo chiamano “oro blu”. Dove i privati avevano già preso possesso di questo liquido, si sta verificando un fuggi-fuggi generale da accordi capestro; in Europa è lo stesso Stato francese, tra i primi a privatizzare, a riprendere nelle proprie mani la gestione dell’Acqua. In Italia si va controcorrente, costringendo anche le gestioni pubbliche che funzionano a farsi acquistare dai privati, che poi rivenderanno ai cittadini quei servizi che, nella migliore delle ipotesi, non saranno migliori di quelli esistenti; e ci ritroveremo a pagare due volte, per l’acqua che ci venderanno, divenuta loro proprietà, e per la manutenzione degli impianti, che resterà sempre a nostro carico perché a loro non conviene.